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Fuad non parla bene l’italiano, ma questo Paese ha cominiciato ad amarlo. Bella e dannata, l’Italia, croce e delizia, meravigliosa e deprimente: Fuad ha cominciato ad amarla, l’Italia, in sella a una bicicletta. E ora, la bici è qualcosa di più: una grande opportunità.

Fuad è nato in Ghana, ma è emigrato in Libia, per lavorare come operaio in una fabbrica di Bengasi. Con sua moglie Osaghae, con l’accentuarsi delle violenze e della guerra civile in Libia, ha deciso di rischiare il tutto per tutto e imbarcarsi su un gommone, direzione Lampedusa. Primavera 2012, Fuad e Osaghae ricominciano tutto daccapo: nuova vita, tutta da scrivere. In Italia.

Da Manduria a Gioia del Colle, fino a Putignano.

Putignano, cuore della Puglia, una regione che sta cominciando a pedalare davvero. A Putignano, celebre per il carnevale, è sorta da qualche anno una ciclofficina, una realtà importante, una ciclofficina che sta diventando un punto di riferimento per tutta la zona. E proprio in quei locali, tra telai arrugginiti e catene sporche di grasso, Fuad ha costruito il suo progetto.

Fuad e sua moglie 2La sua passione per la bicicletta, coltivata fin da bambino, ha potuto esprimersi: prima, però, ha viaggiato di nuovo. Direzione Torino, per frequentare un corso di ciclomeccanica. Tornato a Putignano, Fuad è diventato il “motore” di molte attività della ciclofficina.

Fino ad arrivare al “suo” bel progetto: assieme ad Angelo Florio, socio della Ciclofficina di Putignano, e a Abdolkhaleq, un rifugiato afghano, Fuad ha costruito il progetto “LaBbici” che si sviluppa intorno ai temi dell’integrazione sociale e della mobilità sostenibile.

Il progetto coinvolgerà i quattro comuni di Noci, Putignano, Castellana Grotte e Alberobello collegati da una linea ferroviaria e da una rete di itinerari ciclabili appena realizzata, facendo nodo sulle stazioni ferroviarie. In queste località sorgeranno quattro stazioni di bike-sharing intermodale ed intercomunale, capaci di servire l’utenza del turismo ciclabile e della mobilità urbana. Le biciclette saranno riciclate, verrà garantita manutenzione ordinaria e straordinaria, verranno create occasioni di promozione turistica del territorio, saranno nulli i costi per le amministrazioni locali che disporranno stabilmente di un servizio integrato e connesso di mobilità e valorizzazione delle risorse locali.

Il progetto di Fuad, emblema della sua voglia di costruirsi un futuro in Italia, era una bella idea in attesa che qualcuno lo finanziasse: ora, la vittoria di un bando regionale chiamato “Principi attivi”, il progetto può essere realizzato. Una fortuna, finalmente, per Fuad e sua moglie che, dopo la scadenza del programma ministeriale per l’accoglienza dei rifugiati, stava rischiando di rimanere in Italia senza una casa e senza un lavoro. Ora, invece, la sua integrazione comincia. Da una bicicletta in movimento.

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