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di Guido P. Rubino (foto GR)

Firenze è una dama d’altri tempi, si muove lentamente e con eleganza. Reagisce piano a certe novità, ci gioca un po’ a nascondino, come con la sfida iridata di cui si sa, oppure no. Si scopre lentamente.

Firenze 2013 è il Mondiale di Ciclismo. Si avvicina lento, inesorabile con qualche incertezza e fa l’attesa curiosa da parte degli appassionati. Sono quasi solo loro, ci siamo accorti in questi giorni fiorentini, che sanno già e per bene dell’evento ciclistico dell’anno.
I ciclisti fiorentini hanno iniziato a tifare da un bel po’. Da quando c’era da assegnarlo questo Mondiale e proseguiranno fino all’ultima gara, quella dei professionisti, in programma per il 29 settembre.
Poi ci sono gli altri. Quelli che lo sport è la Fiorentina o che, semplicemente, pensano ai fatti loro e di ciclismo non ne sanno pur essendo toscani.

Michele del Mondiale sa praticamente tutto, ti parla già di rapporti e di quella volta che Ballan è venuto a provare le salite, prima di farsi male. «Sì è dura, ma Ballan andava su di 53×15. Be’, in effetti per loro non è così dura, ma dopo tante volte la sentiranno pure, o no?».
Il percorso, Michele, l’ha già fatto tutto e, c’è da scommetterci, saprebbe dare una mano a un direttore sportivo.

Altri la vedono come un’opportunità diversa. «Il Mondiale è sempre una bella occasione, ma sarebbe da sfruttare per tutti i tipi di biciclette – spiega Massimo, presidente di Firenzeinbici e fiorentino doc – dovrebbe essere un’opportunità per dire a tutti che andare in bici conviene e allora sì che ci sarebbe un risultato permanente. È vero che la Toscana è terra di ciclismo, ma Firenze mica tanto. Le infrastrutture sono scarse, le piste ciclabili vanno manutenute e magari raccordate meglio tra loro. Altrimenti diventano quasi inutili. Poi ci sono voci di soldi che arrivano e che non arrivano, col rischio di fare cose già viste in Italia».

Intanto Firenze si prepara. Il primo debutto in società del mondiale è BiciFi, evento organizzato nella suggestione della Fortezza da Basso. BiciFi è una fiera, anzi no, un evento, anzi no, un festival della bicicletta. Nei mesi di avvicinamento alla manifestazione è stato aggiustato il tiro più volte e alla fine è venuto fuori pure qualcosa di interessante.

È che l’idea di un’altra fiera in Italia è argomento da trattare con prudenza e proporre con cautela alle aziende, che infatti hanno risposto tiepidamente. Per un primo evento è cosa anche normale. Se poi si trova a una settimana da una fiera che sta decollando, come quella di Roma (e dove noi di Cycle! saremo per raccontarvi), i dubbi sono ancora di più.

Parecchi fiorentini si sono lamentati di aver scoperto quasi per caso la fiera. È sempre difficile fare pubblicità in una grande città. E parecchi presenti si sono accorti dell’evento solo perché portati da altri, appassionati di bici. Altri si sono arresi al prezzo del biglietto: dieci euro sono troppi per una fiera come questa alla prima edizione.

Alberto è un fiorentino d’importazione. Però è appassionato di bici e del mondiale già sapeva. È arrivato in fiera accompagnato dalla moglie e da altri amici che di bicicletta non masticano tanto. “Cos’è Firenze 2013?” si sono chiesti entrando in fiera, e come loro altri di fronte allo stand dilatato dedicato al Mondiale.

La fiera, alla fine, è stata incentrata soprattutto sulla novità della granfondo di Firenze. Al via c’erano 2.150 cicloamatori ed è stata patrocinata da De Rosa. Unico neo, la sfortunata concomitanza con le Strade Bianche, gara professionistica che si è svolta qualche chilometro più in là e ha messo in dubbio più di un appassionato: due eventi così belli insieme proprio non ci volevano.

I ciclisti della granfondo, intanto, hanno dato ai fiorentini un assaggio di quel che sarà il Mondiale. E c’è già chi ha cominciato a lamentarsi delle strade chiuse. Che il Mondiale sarà una cosa di diversi giorni, magari, glielo diremo con calma, molti storceranno la bocca Normale forse. Non era andata allo stesso modo anche a Varese 2008?

A Firenze intanto si pedala, per sport o per necessità, ma anche con passione. Le strade sono un viavai continuo di biciclette di valore o di “cancelli” da non rubare. L’aria mondiale pian piano arriva. Sperando che sia un’opportunità, e non una scusa.

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