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Foto di Dimitri Bruynsteen

Freddo tanto, pioggia per fortuna poca, fatica sempre: non sono cose che mi spaventano, dopo la Sanremo di quest’anno, niente mi fa più paura… Le classiche in Belgio sono un altro capitolo importante della mia stagione. Ancora asciutto di vittorie, anche se di secondi e terzi posti sto diventando un collezionista, come a De Panne, dove ho sfiorato ancora una volta la grande soddisfazione, ma dietro a Cavendish e Kristoff. Le classiche sono l’università del ciclismo e io sono alla mia seconda esperienza: un altro anno con molto da imparare, mi sto facendo un bagaglio per poter vincere più avanti, magari già l’anno prossimo.

Per fortuna, in squadra, ho un talento che, invece, non ha bisogno di studiare molto per vincere: Peter Sagan, come sempre, è stato un fenomeno. Ed è bello correre con uno come lui: anche perché, quando parti in gare così dure come le classiche, è uno stimolo in più. Quando sai che in squadra hai un capitano vincente, lavori meglio, ci sono più motivazioni.

viviani2Intanto, oltre allo show di Sagan, mi sono goduto l’atmosfera del Belgio: lo dicono in tanti, lo ribadisco io. Nelle Fiandre si vive il ciclismo come in nessun altro posto al mondo. Ogni gara è uno spettacolo di gente e di affetto. E mi fa un certo effetto, nei giorni di riposo, essere riconosciuto per strada. Poi, vabbè, con Peter che ormai è l’idolo di molti tifosi, è anche più facile. Tuttavia mi hanno colpito certe immagini come la folla nella piazza di Oudenaarde: non al Fiandre, ma a una tappa della tre giorni di De Panne. Oppure l’affetto dei tifosi, davanti agli alberghi in cui abbiamo dormito. E poi le corse, che a me piacciono molto: al Nord si corre con una concentrazione incredibile. Perché dietro l’angolo ti può sempre capitare il ventaglio che ti mette alle corde, oppure il muro che allunga il gruppo.

Le amate classiche, per me, si chiudono con il Fiandre: niente Roubaix, ora solo riposo per un po’. Pensando al Giro d’Italia. E tornando col pensiero al Belgio, ho finalmente una certezza:  tra queste gare, c’è la Gent-Wevelgem che è perfetta per me. Posso e voglio vincerla: prima o poi ci riuscirò. Per ora, per noi della Cannondale, ci è riuscito Sagan, ma lui è di  un altro pianeta.

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