gio stanco con bici web

A Salonicco, la sosta: sensazioni piacevoli, in una città vivace, piena di studenti, e con una storia millenaria che tocchi e assapori. I primi mal di gambe li avevamo messi in preventivo: 1.600 chilometri, ventitrè giorni di viaggio. Sembra nulla, guardando il percorso che abbiamo tracciato sulla cartina. E, invece, … è dura.

Siamo arrivati in Grecia, siamo ancora vicinissimi all’Italia, eppure quei 1.600 chilometri li abbiamo sentiti tutti: questa prima parte di viaggio è indubbiamente servita per rifinire la preparazione che ci servirà più avanti. Non avevamo un grande allenamento, quando siamo partiti da Ravenna: la preparazione logistica del giro del mondo ci aveva assorbito molto tempo e quindi l’allenamento vien da sé. Pedalando, giorno dopo giorno.

Momento di riposo dopo una salita in Montenegro

Momento di riposo dopo una salita in Montenegro

Siamo stati costretti al primo drastico cambio di itinerario: inizialmente avevamo previsto di passare attraverso la Serbia, ma le condizioni climatiche e la neve ci hanno convinto a cambiare tutto, e scendere lungo la costa della Croazia per poi entrare in Montenegro, Albania, Macedonia e ora Grecia.

Che effetto fa, vi domanderete, essere partiti per il giro del mondo? Bella esperienza, meravigliosa. La gente, finalmente incontriamo la gente e riceviamo un’accoglienza sempre molto generosa. A ogni metro, poi, hai qualcosa sempre di nuovo da conoscere, ci sono mille cosa a cui prestare attenzione, anche per la sicurezza e per evitare problemi. L’insidia maggiore, per questi primi giorni, sono stati i cani: randagi o lasciati in libertà nei cortili, ma a diretto contatto con la strada e noi ciclisti. Siamo attrezzati per farli fuggire: qualche sasso, un bastone per mettere loro paura e farli scappare, ma è sempre uno stress quando li incontri. Abbiamo avuto incontri con i cani in diverse occasioni, sia in Macedonia, sia in Albania, situazioni che ci hanno costretto a veri e propri sprint che, per sfiancare gli animali, hanno mandato in crisi anche noi. In Grecia, un cane ci ha inseguito e ci ha persino azzanato la bandiera che portiamo su una bici: il nostro tricolore ora è morsicato da un cane greco…

Le emozioni più belle, però, non sono mancate: grazie alla gente, sempre molto premurosa e accogliente. Come in Albania. Nel tratto precedente, tra  Zara e Spalato siamo stati intervistati da un cronista del luogo che ha poi scritto un servizio sul maggiore quotidiano croato. Nei giorni successivi, la gente ci riconosceva per aver letto l’articolo, ci riconosceva e ci salutava con affetto.

Salite impegnative non mancano, qui siamo in Croazia

Salite impegnative non mancano, qui siamo in Croazia

La tappa più dura, il momento più difficile, l’abbiamo avuto nel trasferimento tra Elbassan, in Albania, e Ohrid, in Macedonia: solo 92 chilometri, ma tanta fatica. A causa della pioggia, del freddo e della prima foratura: è toccato a Marco, cambiare la prima camera d’aria. E nel finale, come già accennato, i cani, che ci hanno costretto a una volata fuori programma.

In queste prime notti, abbiamo usato spesso la tenda: transitando sulla costa adriatica, abbiamo avuto la possibilità di dormire in molti campeggi attrezzati. Poi, dall’Albania in poi, abbiamo sperimentato anche qualche alberghetto. Cibo locale, ancora poco: per prudenza, in questi primi giorni, abbiamo scelto di mangiare il più possibile italiano, le scorte che avevamo con noi. Anche per evitare contrattempi intestinali: in questa prima fase, meglio essere molto prudenti. Ma qualche sperimentazione l’abbiamo fatta: non tanto in Croazia, quanto in Albania, in Macedonia e in Grecia, dove si mangia davvero spendendo poco, , due, tre euro, quattro euro al massimo. Mai preso un autubus, nello spirito del nostro viaggio, vogliamo andare in più possibile in bici: anche se è stata dura fisicamente, ma si prosegue col nostro passo.

L’obiettivo immediato è quello di arrivare a Istanbul in cinque o sei giorni: e da lì, ragazzi, comincerà la vera avventura. Saluteremo l’Europa, per entrare in Asia. Ora ci godiamo Salonicco, una città di mare, come quelle che piacciono a noi. Con noi abbiamo un libro che ci fa compagnia: è Minima Pedalia, di Emilio Rigatti. Ve lo consigliamo.

 

Incontri in Albania

Incontri in Albania

 

Nebbia e fredda, durante una giornata impegnativa tra Albania e Macedonia

Nebbia e freddo, durante una giornata impegnativa tra Albania e Macedonia

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