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Di Lorenzo Franzetti – Foto di Guido Rubino

Per tutti era e resta “El Toro”, una leggenda del pavé. Si racconta di lui che piegasse le bici, con la potenza di due cosce grandi come tronchi di quercia. El Toro è una leggenda, sì: rivivrà anche lui, al Giro delle Fiandre del centenario. Questa volta, Arthur De Cabooter non sarà più a bordo strada con la sua bicicletta, a veder passare i nipotini di un ciclismo che lui ha vissuto cinquant’anni fa. El Toro se n’è andato in pochi minuti, meno di un anno fa: un malore in bici si è portato via un eroe delle Fiandre.

Vinse la Ronde nel 1960, alla sua maniera, con uno sprint potentissimo, mettendo a dura prova la resistenza delle pedivelle: qualche stagione sugli scudi, facendo sognare la sua gente, nei pressi di Oudenaarde, all’ombra dei muri in pavé. Poi, una vita a mettere in bici i giovani e a servire birre, nel suo pub, a Zingem.

La bici di Arthur De Caboteer, restaurata dal nipote

La bici di Arthur De Caboteer, restaurata dal nipote

Serate gelide, umide, nel cuore delle Fiandre: fa ancora molto freddo, clima ideale per far rivivere vecchie storie, per raccontarle e sentirle raccontare nel tepore delle osterie. Per tanti anni, era lui stesso, Arthur “El toro”, a narrarle: avventure, epica, il sale del ciclismo. In Spagna, alla Vuelta, negli anni Sessanta era diventato un personaggio: per questo, la gente lo chiamava El toro, perché era impressionata dal suo fisico e dalla sua potenza in bicicletta.

Nel suo pub di Zingem, giovanotti davanti a una birra, provano a ricordare le tante storie ascoltate. Ieri, come oggi, davanti a una birra locale, una bella pinta speciale di quelle prodotte a Oudenaarde. El Toro rivive dentro le pareti di quel pub, ogni sera un racconto: ricordi amorevolmente tramandati dal nipote Eric, che oggi gestisce lo Sportpaleis, l’osteria che fu dello zio. Nelle tante kermesse locali, El toro esaltava la sua gente: spettacolo puro, di uno che in bici giocava. Fino all’impresa, grandissima, a quel Fiandre del 1960. Più forte di Van Looy e di tutti gli altri. E poi birra per tutti, feste memorabili per questa montagna di passista.

Eric, il nipote, aspetta il Giro delle Fiandre e sospira, ma per lui, per El toro, ha in serbo una sorpresa: «Eccola la mia sorpresa» e mostra la bici dello zio, quella originale degli anni Sessanta, sopravvissuta ai colpi di pedale più potenti del Belgio… E ora vorrebbe provare a rimetterla in strada, quella signora d’acciaio: in onore a El toro, ricordandolo nel giorno delle Fiandre. Eric pedalerà per lui, sulle pietre che l’hanno esaltato, in mezzo alla sua gente.

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