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Di Lorenzo Franzetti

Qhubeka è una parola in lingua Nguni, parlata dagli Zulu, in Sudafrica: significa, “muoversi”, “andare oltre”. Quasi un sinonimo di cycle! Quando il tedesco di Colonia, Gerald Ciolek ha “gelato” il favorito Peter Sagan sul traguardo della Sanremo, l’Italia si è interrogata sullo sponsor del vincitore, quel Qhubeka che portava sulla maglietta.

ciolekQhubeka non è uno sponsor, è una onlus, un’associazione con un progetto ambizioso: insegnare ai bimbi africani ad andare in bicicletta. L’obiettivo principale è quello di supportare le comunità rurali più povere dell’Africa, non solo del Sudafrica dove ha sede la squadra, donando bici per i bambini e per la popolazione: perché possedere biciclette, per quelle comunità, significa poter mandare i propri figli a scuola evitando loro ore di cammino. Significa poter arrivare al mercato in tempo utile per vendere i propri prodotti. La bici è il mezzo dello sviluppo. La scarsità di mezzi e i problemi di mobilità di molte comunità africane negano loro opportunità di progresso e anche servizi essenziali, come quelli medici. La bicicletta è il modo più economico ed efficace per evitare l’isolamento.

L’associazione Qhubeka, inoltre, collabora attraverso tecnici e consulenti con le aziende che fabbricano bici e componenti: al fine, anche, di sviluppare prodotti che siano adatti per quelle comunità e per le condizioni ambientali di alcune realtà africane. Donare una bici ai bambini delle comunità rurale è efficace nella misura in cui questo mezzo è adatto all’ambiente in cui si deve pedalare e nella misura in cui non richieda troppi problemi di manutenzione.

Un bambino che impara ad andare in bici, inoltre, è anche potenzialmente un atleta di domani: e la partnership con una squadra professionistica è nata anche per questo. Per sviluppare “cycling culture”, che è anche l’elemento fondante di cycle!

bici3A guidare il team Qhubeka c’è il sudafricano Brent Copeland, un tecnico che ha vissuto a lungo a Como, città dove ha gestito anche un negozio di biciclette: ora, il legame con l’Italia si stringe ancor di più. Il trionfo alla Sanremo di un atleta tedesco, in realtà, è anche il trionfo di un’Africa che vuole imparare a pedalare, imitando Ciolek. La Sanremo di bimbo di una comunità rurale africana ha il suo traguardo in una scuola lontana diversi chilometri: seguire le lezioni, per questo bimbo, è la sua vittoria alla Sanremo.

Vedere la faccia di uno di questi bambini, mentre riceve in dono una bicicletta è come vedersi passare davanti il miglior Natale della propria infanzia: ma in una realtà diversa, in cui quel dono è qualcosa di veramente immenso. Una felicità indescrivibile, per una bici che è talmente preziosa che non viene nemmeno liberata dall’imballo: chi può la lascia ancora incelofanata, per non rovinarla, per mantenerla così bella, gialla. Queste facce felici valgono una Sanremo… Grazie Ciolek, il tuo trionfo vale doppio.

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