08032013-IMG_3927-Modificadi Max Pasquariello (foto MP e GR)

A Milano, se parcheggi la bicicletta senza almeno assicurarla con 3 catene ha le stesse probabilità di vita di una giovane gazzella nella savana africana.

Si perché oltre ad agganciare il telaio ad una struttura cementata, devi legare le ruote e, per non sbagliare, portarti via la sella sotto braccio, una sorta di ponte Milvio per non farti saccheggiare l’amata 2 ruote.
Pesano più le catene da portar dietro che la bici completa.

Se ne vedono ovunque, telai deruotizzati, legati alle transenne della metro, bici senza sella (che io mi dico, cosa te ne fai della sella se non hai la bici?), alcune addirittura solo telaio, attaccate ai pali della luce, sdraiate in mezzo al marciapiede, lasciate morire legate ad una catena sul palo dei cartelli stradali senza le guaine dei freni, sparite anche loro.
Fanno tenerezza, la gente passa, le guarda e va, inghiottita dalla frenesia e dal menefreghismo.
Milano è la città del SUV c’è poco da fare, i bambini si portano all’asilo con il transatlantico perché nel seggiolino della bici fa povero e sfigato, e il pargolo si ammala.

Il gippone poi si deve parcheggiare obbligatoriamente in doppia fila perché il moccioso deve scendere davanti all’entrata dell’asilo, altrimenti rovina le Prada nuove di zecca.

Se qualche irriducibile si azzarda a portarlo in bici ecco che scatta la protezione tipo EBOLA, mascherina antismog, casco, e giubbino fluorescente.

Io, la mattina, nella vecchia Brianza, tiravo su la mia saltafoss e arrivavo a scuola talmente gelato che potevano tranquillamente vendermi al trancio al mercato del pesce, roba che ci voleva un quarto d’ora prima che la nebbia si diradasse dagli occhiali.

08032013-fotoA sistemare però le cose e, dare a Milano un po’ di bici, da tre anni c’è il bikesharing, il BIKEMI, che con le sue stazioni, ti permette di prelevare la bici e lasciarla dall’altra parte della città alla modica cifra di 36 euro anno.

La bicicletta in se stessa è un vero cancello con il reggisella troppo ingrassato che scivola inesorabilmente verso il basso e ti ritrovi a pedalare come su un pedalò di Rimini.
All’inizio, funzionava, adesso, la baracca comincia a scricchiolare.

Il fatto è che quando sei arrivato a destinazione trovi lo stallo (rastrelliera aggancia bici) pieno e quindi non potendo riagganciarla, devi portarla nello stallo più vicino sperando che anche quello non sia pieno.

In buona sostanza, non c’è più nemmeno parcheggio per le bici noleggiate. Ho provato a prelevare la bici e a riportarla nello stallo da cui l’ho prelevata…

Si dice che Milano sia una città da bere, sì, ma non dalla borraccia.

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