Marco e Giovanni a Portogruaro, in visita da Ediciclo

Marco e Giovanni a Portogruaro, in visita da Ediciclo

Marco e Giovanni, 5 continenti, 5 anni di viaggio, 100.000 chilometri, qualche miliardo di persone da incontrare. Sono due giovani ciclisti, Marco e Giovanni, incontrati per caso e che abbiamo deciso di seguire nella loro avventura, il giro del mondo. Non sono i primi, non saranno gli ultimi e non sono nemmeno gli unici: sono parecchi i giramondo a pedali che, in questo istante preciso stanno spingendo la propria bicicletta alla scoperta di qualcosa o qualcuno. cycle! ha deciso di seguire proprio loro, perché Marco e Giovanni convincono per la spontaneità e per la semplicità: non è un viaggio sponsorizzato o reclamizzato da chissà quale campagna mediatica. È un’avventura intima, ma al tempo stesso da condividere con obiettivi molti semplici: imparare qualcosa, maturare dall’incontro con gli altri. Non è necessario prefissarsi chissà quali imprese, per un viaggio del genere, cycle! fa il tifo per il ciclismo puro, spontaneo, non subordinato al mezzo che  su cui si pedala. È il mezzo che deve contribuire al fine.

Marco e Giovanni stanno ora pedalando fuori dall’Italia, mentre stavano percorrendo i primi chilometri della loro avventura è arrivata in redazione la notizia della morte di due giramondo proprio come loro, solo un po’ più famosi. Peter Root e Mary Thompson sono stati travolti e uccisi da un camion, mentre pedalavano in Thailandia, non lontano da Bangkok. Due viaggiatori appassionati, due artisti che erano diventati beniamini di chi usa la bici per scoprire il mondo.

Non me la sono sentita d’informare Marco e Giovanni di quanto era accaduto: ho preferito applaudirli e incoraggiarli. Li informo ora, in queste righe, se non l’hanno già saputo da altre fonti. Lo dico loro solo ora, ma vorrei esortarli a farsi paladini, nel loro viaggiare, della sicurezza dei ciclisti.

Il diritto di pedalare in libertà, senza il rischio di poter morire per colpa di automobilisti scellerati, è sacrosanto: anzi, dovrebbe essere riconosciuto come un diritto fondamentale per l’umanità. Tollerante su tutto, sempre più duramente intollerante con chi non è d’accordo.

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