12022013-IMG_3592di Guido Rubino

Shimano gioca d’anticipo, come ogni anno, presentando alla stampa prodotti che si vedranno, se va bene, fra dodici mesi, o più, nei negozi. Non se ne parlerà subito però. Logiche commerciali impongono l’attesa: vi diamo la notizia ma vi chiediamo di non parlarne prima di tale data. Intanto evitate di dare seguito a voci che poi rischiano di creare delusione, alla fine, anziché apprezzamento per i nuovi prodotti. E non si crea scompiglio su un mercato che fa sempre fatica.

Si sa già, insomma, cosa sarà presentato ufficialmente nelle fiere autunnali. Alcune cose sono in fase ancora di definizione completa, ma la strada è tracciata.

Anche quest’anno l’appuntamento era vicino Verona. Presentazione a costruttori e stampa italiana.

Chissà che ghiottonerie tecniche? Anche, ma stavolta vi raccontiamo di uno stupore e di un apprezzamento che ogni anno ci coglie durante la presentazione Shimano (e non solo, per fortuna).

In mezzo a componenti per bicicletta che pesano meno di una sfoglia e potrebbero essere decisivi per una vittoria del Tour de France, Shimano ha un team di sviluppo dedicato alle biciclette da città, al trekking e agli accessori che possono essere utili per chi pedala lontano da qualsiasi agonismo, ma solo per il gusto di farlo oppure per necessità di mobilità.

Quando si parla di questi argomenti si corre via veloci durante la presentazione italiana: «Si tratta di materiali che puntano soprattutto al mercato nord europeo» ammette Massimiliano Colombo della MIC (la commerciale che distribuisce Shimano in Italia).

Da noi mancano i numeri per considerare decisivi componenti di questo livello. Pensate che Shimano continua a produrre, tutt’ora, un gruppo per biciclette da corsa a otto velocità. Ve lo immaginate un negoziante che propone un gruppo del genere su una bici da corsa in Italia?

Sembra anacronistico di questi tempi in cui i modelli di vertice sono a 11 velocità. E se ne parlate a chi in bici va regolarmente, di un cambio a otto velocità, potreste convincerlo solo se si tratta di un componente vintage, allora sì. Altrimenti no. Storce la bocca e vi saluta come quello che ha cercato di vendergli un mattone.

È una questione di mentalità e dite la verità: usate sempre tutta la scala di rapporti della vostra bicicletta?

Se certi pignoni non servono perché metterli? Compro quello che mi serve non di più. E soprattutto, facendo così, non mi sento “sfigato”.

Ma se nel “mercato nordeuropeo” si vende qualche gruppo di vertice in meno, proporzionalmente, sono molti di più i componenti di buon livello per chi pedala in città.

Sì, questione di testa. Perché pedalare in città, pedalare per andare al lavoro (ovviamente avendo anche luoghi sicuri dove lasciare la bicicletta) è una cosa che si vuole fare con sicurezza ed affidabilità, e magari col gusto di avere un mezzo di buon livello, comodo e non disperato.

Le bici in città possono essere belle e funzionali. Shimano aveva anticipato, parecchi anni fa, anche un cambio automatico per chi non voleva perdersi tra corone e pignoni.

È vero, costano di più ma è un problema? Si parla di cifre molto inferiori a quello che si spende per scooteroni al posto dei normali motorini da città. Spese che si ammortizzano tranquillamente con un anno di benzina risparmiata (e bollo, e assicurazione).

Se in Oriente ci dedicano una squadra di tecnici e ingegneri forse hanno ragione loro. E noi siamo il mercato da scoprire.

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