appoggio sellaRosalina, poveretta era costretta a passare tutto il giorno in bicicletta, almeno così racconta Concato. Il fatto è che alla sera, invece di averci guadagnato in salute, si ritrovava coi piedi gonfi.
Ma allora… la bici fa bene o male? Migliora la circolazione, o fa gonfiare i piedi?

Di seguito una serie di brevi considerazioni in ordine sparso su bicicletta, salute e oltre… tutte rigorosamente supportate da evidenze scientifiche.

Andare al lavoro in bici, ma anche a piedi, è stato associato ad una riduzione complessiva del rischio cardiovascolare dell’11 per cento, riduzione più significativa tra le donne (Hamer e Chida, 2008).

Uno studio di Leibovitch e Mor (2005) ci ricorda che il ciclismo può essere causa di problemi all’apparato urogenitale. I problemi più comuni sembrano essere addormentamento del soprasella (riportato dal 50-91 per cento dei ciclisti) e disfunzioni erettili (13-24 per cento).

Per i cicloamatori di sesso maschile, può essere utile ricordare che il ciclismo può causare un innalzamento di circa il 10 per cento del PSA totale in soggetti sani. Pertanto per evitare risultati falsati, si consiglia di astenersi dal pedalare (e dell’eiaculare) per un periodo di 24-48 ore prima di sottoporsi ad un test per valutare il livello di PSA (Mejak et al., 2013).

Le donne non sono esenti da fastidi o traumi nell’area dei genitali (Partin et al., 2012; Mellion, 1991).

Tuttavia, imparando a riconoscere tali problemi, le loro cause e alcuni semplici accorgimenti per regolare la posizione in bicicletta, molti comuni problemi associati al ciclismo possono essere risolti e prevenuti (Asplund et al., 2007; Partin et al., 2012).

Thompson e colleghi (2009) hanno studiato gli infortuni derivati da cadute e incidenti, scoprendo che pedalando con il casco il rischio di infortuni alla testa o al cervello è ridotto di almeno due terzi. Conclusione decisamente importante se si pensa che i traumi alla testa sono responsabili di circa il 75 per cento delle morti tra i ciclisti coinvolti in cadute. Usare il casco, sebbene non protegga da infortuni nella parte inferiore del viso, aiuta comunque a proteggere parzialmente i traumi al viso.

Non è semplice promuovere il ciclismo. Le piste ciclabili possono avere un impatto positivo nel creare un ambiente sano e nel favorire l’uso della bici (Parker et al., 2011). Tuttavia Yang e colleghi (2010) hanno osservato in numerosi studi come attività promozionali diffuse sul territorio, associate al miglioramento delle infrastrutture, hanno il potenziale di aumentare la pratica ciclistica solamente in misura modesta.

In pochi usano il casco volontariamente, tuttavia in diverse parti del mondo l’uso del casco è stato reso obbligatorio. Queste leggi si sono dimostrate utili nell’incrementare l’uso del casco e nel ridurre i traumi alla testa. Tuttavia sono controverse, e gli oppositori sostengono che l’obbligo dell’uso del casco scoraggi l’uso della bici. Tuttavia, non è stato possibile dimostrare se la pratica ciclistica è effettivamente ridotta dall’obbligo del casco (Macpherson e Spinks, 2010).

Voss e Sandercock (2010) hanno confermato quanto più volte dimostrato, cioè che pedalare per andare a scuola è positivamente associato a buone qualità aerobiche. Questo studio dimostra anche che chi pedala (o cammina) per andare a scuola ha più probabilità di essere descritto come “in forma”. È anche possibile ipotizzare un ridotto rischio di sviluppare malattie croniche in età adulta.

Alcuni recenti studi hanno evidenziato come il ciclismo potrebbe favorire la riduzione della densità ossea (Nagle e Brooks, 2011; Olmedillas et al., 2012), intaccando quindi la salute delle ossa. La causa principale è il fatto che il peso del corpo è sostenuto dalla sella, e non degli arti inferiori. Integrare il ciclismo con altre attività che prevedano più carico sugli arti inferiori (camminare, o anche semplicemente pedalare fuori-strada) potrebbe aiutare a prevenire tali problemi.

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