Foto di Nicola Ianuale

Foto di Nicola Ianuale

Di Lorenzo Franzetti

Testico, mal di gambe, giù senza paura, Pinamare, mal di gambe, giù, Capo Mele, brividi e traguardo. In tanti, stanotte, ripassano il finale: corridori al primo giorno di scuola. O meglio, al primo esame: trofeo Laigueglia, clima da compito in classe, sebbene la stagione sia cominciata in altri mondi, esotici e caldi.

Laigueglia si specchia nel suo mare ancora freddino, sotto il Testico, pronta a risvegliarsi colorata di ammiraglie e pulmann, bici e magliette di corridori. Tra questi, Filippo Pozzato, Filippo il bello, colui che da tempo dovrebbe essere un grande campione, ma ancora non consacrato. Chissà, se prima poi… A Laigueglia, Filippo Pozzato ha vinto due volte: «Due belle vittorie, la prima indimenticabile. Era il 2003, io giovanissimo, 21 anni».

pozzato2Aveva già la fama del grande talento, capace di leggere la corsa e capire quando è il momento di stringere i denti e quando piazzare il colpo partita: «Sul Testico, quando Celestino e Bettini attaccarono, dovetti stringere i denti, ma riuscii a resistere e a rientrare. Volata, vittoria». Davanti a Sacchi e Baldato.

L’anno dopo, 2004, il bis: «In quell’anno ero più cicciottello, non ero certo al top della forma, ma anche lì, riuscii a tenere in salita e a vincere in volata».  Davanti a Bernucci e a Vainsteins.

Aria frizzante, a Laigueglia, da sempre: «E atmosfera da primo giorno di scuola, in un certo senso: perché è il primo vero esame della stagione», conferma Pozzato. Non una corsetta, ma una classica: si apre la stagione ciclistica italiana, anno difficile questo 2013, complicato. Tutto da scrivere, con belle storie e senza incubi.

Quattordicesima stagione, 31 anni. Pozzato attende il momento giusto per tornare a spiccare il volo: il pubblico attende lui, invece, immaginandosi una magia da fuoriclasse. Laigueglia è la prima pagina di questa storia, l’incipit di un 2013 che il ciclismo non può permettersi trasformare in un romanzo noir.

Notte fresca e stellata, sulla Riviera Ligure, in tanti si affacciano alle finestre e guardano l’orizzonte, pensando, aspettando: domani Pozzato li guarderà negli occhi tutti, i suoi avversari. Sul Testico e giù in discesa: il resto, è ancora tutto da scrivere. Sul volto di Filippo il bello potrebbe intravvedersi un ghigno, quello di chi sente la gamba girare e le corsa in pugno. L’alternativa è una smorfia: tutto rimandato. Prime fiammate, prima di un nuovo tramonto.  Pensando alla Sanremo.

Il trofeo Laigueglia si corre il 16 febbraio, con partenza  alle ore 10,50 e arrivo previsto attorno alle 16. www.trofeolaigueglia.it

foto team Lampre Merida.com (Bettini)

foto team Lampre Merida.com (Bettini)

 

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