sole webDi Lorenzo Franzetti

Cancellare le frontiere della conoscenza, mettersi in viaggio: via dalla routine, dalla quotidianità che finisce per mostrarti unicamente una sola inquadratura del mondo. Ogni viaggio comincia da un percorso interiore e, prima o poi, emerge: Marco e Giovanni, in quel di Ravenna, hanno deciso di dare seguito a questo percorso… Un giro del mondo, in cinque anni: a Ravenna, qualcuno darà loro dei matti, per altri saranno, invece, quelli che hanno avuto il coraggio di partire davvero… per dare forma a un sogno che molti hanno nutrito e pochi riescono a realizzare.

Un ex impiegato e un giardiniere, due vite parallele, un’amicizia che s’intreccia su un progetto: cinque anni a spingere sui pedali, allo scopo di conoscere e vivere di più…«La bici sarà solo una compagna, a noi interessa il mondo: e la bici, secondo noi, è il mezzo ideale per scoprirlo, il mondo. Si va via, con un obiettivo: tornare migliori», spiega Marco. «Non abbiamo mai fatto ciclismo come sport, la bici la usiamo da sempre per viaggiare», chiarisce Giovanni.

Non sono i primi, non saranno gli ultimi, Marco e Giovanni, a mettersi in viaggio in sella a una bici, nel blog dei cicloviaggiatori circola anche il concetto molto snob che ora, siccome lo fanno in molti, il giro del mondo, è un po’ meno affascinante… «La nostra è solo la voglia di condividere un’esperienza: viverla e condividerla con chi incontreremo, ma anche con chi, a casa, non ha la fortuna di seguirci».

primo piano webIl viaggio non è quasi mai spinto dal piacere, ma da un bisogno: «Il nostro è quello di conoscere il mondo, di confrontarci veramente con altre realtà: c’è un bisogno d’integrazione e di educazione. E c’è un bisogno di bicicletta: non solo un nostro bisogno, questa società avrebbe bisogno di bicicletta».

Da Ravenna, domenica 17 (dalle 10), Marco e Giovanni spingeranno quattro ruote, due a testa, verso Nord, verso il Po, dove gli aironi si alzeranno in volo, al loro passaggio: saranno seguiti dagli amici, tanti, che li hanno incoraggiati a partire in questa impresa. Gli amici li seguiranno per un po’, poi ci saranno solo Marco, Giovanni, la strada, due biciclette, il mondo. Nelle borse, un paio di libri, opere di due “guru” del viaggio in bici: un libro di Claude Marthaler e uno di Julien Leblay. Tanto coraggio e tanta umiltà: anche solo scambiando qualche parola con loro, ci si accorge subito che Marco e Giovanni non hanno la stoffa dell’atleta che vuol tentare l’impresa. Marco e Giovanni si fanno piccoli piccoli, in bici, per poter crescere, alimentandosi di cultura: «Proviamo a realizzare un desiderio di libertà, perché c’è bisogno di scoprire qualcosa di vero». Senza allenamenti particolari, senza cardiofrequenzimetri o altre vanità da prestazione… Lasciano famiglie preoccupate, ma orgogliose. Pochi sponsor, qualche soldo, tanto entusiasmo: «Pronti a condividere l’esperienza anche grazie alla tecnologie e al web. Per i primi due anni, faremo i nomadi. Poi, chissà, magari ci fermeremo da qualche parte per un po’, per ricaricare le energie, per trovarci un lavoro temporaneo, chissà…».

Marco e Giovanni pedalano incontro al mondo: sono pronti per conoscerlo, siamo pronti per seguirli.

N.b.: cycle! seguirà il viaggio di Marco e Giovanni con i quali inizia un’amichevole collaborazione. Sul nostro sito sarà possibile leggere le loro storie di viaggio e le nostre interviste, dare un’occhiata al loro itinerario e alle loro foto. Per confrontarci, virtualmente, con il mondo e le persone che andranno a scoprire, in sella a una bicicletta.

Marco e Giovanni hanno anche un loro sito: www.magiobiketour.com

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