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Lo scricchiolio della catena, sporca di terra rossa, è un rumore fastidioso che spezza il silenzio della foresta pluviale. Il sole allo zenit ingigantisce il nostro appetito, ma per arrivare al prossimo villaggio, mancano ancora diversi chilometri. La pedalata è faticosa ma comunque sostenuta, l’isola di Sumbawa è davvero un piccolo paradiso nascosto per viaggiare in bicicletta: poche auto, tanta natura (un numero sproporzionato di scimmie!) ed una brezza calda ma piacevole. Siamo partiti presto stamattina e lungo la strada abbiamo incontrato solo enormi buche ed un litorale di mangrovie dove l’avifauna e le specie ittiche prosperano felicemente. viaggio1Un miraggio lontano prende presto la forma di un piccolo villaggio, dove finalmente potremo scendere di sella per mettere qualcosa sotto i denti. L’attenzione del cicloviaggiatore su un’isola dove le biciclette praticamente non esistono, è subito attratta dalla presenza di un altro cavallo d’acciaio carico di borse e vettovaglie da viaggiatore. Ci avviciniamo cautamente, quasi con il timore che gli occhi infastiditi dalla polvere ci abbiano tirato uno scherzo mancino. Decidiamo di mettere alla prova questa presenza inaspettata anche con gli altri nostri sensi: allungo la mano e riesco a sfiorare il manubrio, avvicino l’orecchio alla leva del freno per verificare se funziona, il clic cloc è inconfondibile.
Entusiasti come bambini che hanno appena ricevuto un regalo di Natale, oltrepassiamo l’ingresso malconcio di una bettola e, noncuranti del cibo, ci avviamo verso il volto sorridente dello straniero coronato da riccioli dorati.
Bastano poche parole per intendersi, tra cicloviaggiatori c’è sempre una grande complicità soprattutto in paesi dove in bici non viaggia nessuno. Udo è partito da Giava proprio come noi ed in tre settimane di viaggio lento, ha raggiunto l’isola di Sumbawa dalla quale proseguirà alla volta della vulcanica Flores. Con un piatto di nasi champur fumante si discute del piacere di esplorare i paesi in bicicletta, degli amici incontrati lungo il cammino, degli incontri che cambiano un viaggio e, talvolta, la vita…
viaggio2L’essenza di un viaggio lento è il poter vivere un luogo a 360°, senza essere schiavi di un orologio o di pregiudizi. E’ il poter condividere l’esperienza con altri viaggiatori che provengono dalla direzione opposta alla tua, il piacere di conoscere l’autentictà di un luogo e delle sue genti, il profumo della libertà… nulla alimenta lo spirito come il viaggio, nulla permette di vivere così intensamente se stessi ed i rapporti con gli altri. Udo la pensa esattamente come noi: la serenità che leggiamo sul suo viso è la prova di quanto sia indispensabile viaggiare per realizzarsi davvero. La bicicletta è una fedele compagna in questa aspirazione senza fine, in questo viaggio senza meta: la ricerca della felicità!
E’ tempo di risalire in sella e per un tratto decidiamo di continuare il viaggio con il cicloviaggiatore appena conosciuto, poi ognuno di noi ritroverà la propria strada ed il proprio ritmo di viaggio. I paesi, le bellezze naturalistiche, i luoghi sono solo un pezzetto di ciò che un viaggio in bici può darti; la lentezza, la spensieratezza e gli incontri sono la vera anima del cicloturismo!

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