diabloVoglia di narrare, voglia di trasmettere emozioni attraverso quattro storie intrecciate: anzi, parallele alla strada che porta alla flamme rouge, all’ultimo chilometro. C’è chi gioca con le parole e chi usa i silenzi e le immagini, le grida della folla, i primi piani che colgono sguardi profondi, occhi vincenti o smorfie perdenti. Paolo Casalis, regista e grande appassionato di ciclismo, racconta per immagini il suo ciclismo: passione, emozione, tensione, evasione. In un parola, poesia.  Il suo film documentario e l’affresco di quattro percorsi personali: quello del vecchio ciclista, sopravvissuto alla fatica e agli scandali, con ancora voglia di lottare; quello del giovane, che sogna una grande carriera, ma ha un cognome pesantissimo sulle spalle; quello del giornalista romantico, il maestro che fatica a individuare barlumi poetici in questo ciclismo; quello del tifoso più famoso del ciclismo, l’emblema delle attese e della gioia che esplode in pochi istanti, al passaggio della corsa.

Protagonisti: Davide Rebellin, Ignazio Moser, Gianni Mura e Didi Senft, detto “el diablo”. E la passione popolare, l’essenza del ciclismo che non è mai venuta meno, nemmeno di fronte agli eccessi tecnologici e alle degenerazioni del doping. “L’ultimo chilometro” è stato girato per un anno, con la fatica che richiede il ciclismo: sulle strade, agli arrivi, dietro le quinti, negli alberghi del dopocorsa, nell’intimità personale di ogni personaggio protagonista.

Casalis, piemontese nato a Bra, rispolvera la sua vecchia passione, quella per il ciclismo che già gli ispirò la bella pellicola dal titolo “Il corridore” del 2010. La sua carriera di regista, però, conta anche altri lavori molto interessanti: il più noto è un documentario “Storie di eretici nell’Italia dei capannoni”.

Con “l’ultimo chilometro”, Casalis invita ad ascoltare e a indugiare nel ciclismo meno urlato, più intimo. Un film da vedere in silenzio, con la voglia di fermarsi a riflettere. Come bere un bicchiere di grappa, in una sera d’inverno, davanti a un caminetto.

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