Mattino di febbraio. Verso le 10. Pioviggina a Milano, dalle parti della Stazione Centrale, in fondo a Ferrante Aporti. C’è una via che è quasi un presagio: Fratelli Lumière, i pionieri dei mass-media. Il condominio al civico 5 è uno dei tanti di Milano: tappeto, qualche gradino, locale di portineria, un lungo corridoio con in fondo una porta. C’è scritto Agenzia Omega: andrebbe bene per un film di James Bond. Invece è lo scrigno delle meraviglie di Vito Liverani, o meglio Vitaliano Liverani, 82 anni portati con la disinvoltura di un teen-ager. Luciana, Lorenzo ed io siamo di fronte al mito del fotogiornalismo italiano, un po’ intimoriti. Ma l’indugio si rompe con l’effetto di un flash: Vito è un fiume in piena. Ha tanto da dire e ancor più da mostrare: 10 milioni di foto che sono un fedele spaccato della storia italiana del dopoguerra. Ci siamo seduti e lo abbiamo ascoltato per ore. Il video è una sintesi, anzi una briciola; l’intervista completa di Luciana Rota con le foto di Lorenzo De Simone sarà su cycle! numero 3. Buona visione!

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