mito BianchiCollezionisti, storici della bicicletta, appassionati della storia del ciclismo o, semplicemente curiosi, appuntatevi un appuntamento in agenda; sabato 23 febbraio, ore 15, va in scena “Il mito Bianchi” con relatori d’eccezione come Paolo Amadori e Paolo Tullini, noti collezionisti e tra i maggiori esperti delle biciclette Bianchi. Fra i partecipanti anche Carlo Delfino, storico, scrittore del ciclismo eroico.

L’iniziativa, che si svolgerà presso il Teatro Polivalente di via Marconi 13 a Monticelli Terme (Parma), è a cura dell’Unione Velocipedistica Parmense che annovera appassionati e veri e propri esperti della storia del ciclismo.

Nell’occasione sarà possibile ammirare per la prima volta la bicicletta Bianchi del 1945 utilizzata da Fausto Coppi per le gare su pista e, soprattutto, verranno svelati i Registri del Reparto Corse Bianchi ritrovati di recente con la valigia di “Pinella”, al secolo Giuseppe de Grandi.

Pinella è stato senza alcun dubbio l’uomo che più di ogni altro ha custodito i segreti delle biciclette di grandi campioni. Non solo quelle di Coppi, anche se il suo nome di certo rimane legato al sodalizio con il Campionissimo. Torinese, classe 1908,  soprannominato da Monsieur Goddet “pinza d’oro” quando lo stesso “Patron”, durante il Tour del 1949, fu testimone di un cambio di tubolare a tempo di record in favore di Fausto Coppi.

Quello che si svelerà sarà il risultato di una scoperta importante non solo per i collezionisti ma anche per gli storici della storia del ciclismo.

Qualcosa sull’argomento, per la verità, è già stato detto e scritto, ma non tutto. L’autore della scoperta è il romagnolo è il romagnolo Paolo Amadori: il “tesoro” ritrovato è in pratica una valigetta in tela con la scritta “Melbourne 1956” e l’etichetta: Pinella de Grandi, Milano, Italia. Al suo interno c’è un tesoro. Tutto da scoprire e decifrare: parliamo di fotografie, appunti, quaderni, lettere, giornali e, soprattutto, i Registri del Reparto Corse Bianchi, che si pensava perduti per sempre in occasione dei vari traslochi dell’azienda. Quante erano le biciclette di Coppi? Cinquanta, sessanta? Ottanta? La scoperta della “valigetta” di Pinella metterà fine a ogni dubbio.

 

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