How Social is Your CycleCi ho messo un po’ prima di tirare le conclusioni: ho voluto nutrire fiducia fino all’ultimo. Ho cercato di convincermi di essere troppo distratto, ma alla fine mi sono rassegnato: non ho trovato nulla di concreto. Forse perché non c’è nulla, o quasi: mi riferisco ad almeno una proposta concreta e di primo piano in cui compaia la parola “bicicletta” nei programmi elettorali dei nostri politici.

Certo, spulciando bene tra le proposte, qualcosina si trova: c’è una voce “piste ciclabili” nel programma di Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e c’è un documento un po’ più articolato e scaricabile nel programma di Nichi Vendola. La parola “mobilità sostenibile” compare timidamente nel programma di Ingroia, c’è un vago riferimento alla bicicletta (ma bisogna cercarlo con pazienza) nel sito del Pdl, così come sul sito web della lista Monti.

Tiro le conclusioni, dunque: per i nostri politici e futuri onorevoli, la bicicletta non è una priorità. Una deduzione inevitabile e, certo, deprimente, se restringiamo il campo ai tre “big”, ovvero ai tre schieramenti favoriti dai media: Berlusconi, Bersani e Monti.

Qualora avessi cercato male, sono pronto a fare rettifica, e con piacere: dimostratemi che ci sia un leader politico che avverta concretamente e seriamente la necessità di scelte importanti a favore della mobilità sostenibile e della bicicletta, in particolare.

Al momento, mi preparo a vivere l’ennesima tornata elettorale del nostro paese con la solita frustrazione: inesauribili, gli amici della Fiab lotteranno come al solito per farsi ascoltare, alzeranno un po’ la voce nella speranza di trovare qualche mezza promessa. Faccio il tifo per loro, ma la questione è ai margini, purtroppo.

La mia impressione è che bisogna rassegnarsi alla distanza abissale tra i politici e le necessità del paese, necessità in primis di pensare al proprio futuro. Non resta, dunque, che confidare nella buona volontà della gente comune e della società civile. Confido nel buonsenso di coloro che devono pensare al pane quotidiano, ma ho fiducia anche nella parte sana dell’imprenditoria.

Intanto, guardo a quanto avviene al di là dell’oceano, negli Stati Uniti: l’American bicycle league, che è un po’ come la Fiab americana, è concretamente impegnata nella promozione di un piano di sviluppo della mobilità sostenibile nelle grandi industrie. C’è, insomma, un confronto costante con gli imprenditori in materia di mobilità sostenibile. E ho scoperto, per esempio, che Facebook (l’azienda) ha addirittura una “responsabile trasporti”, che si chiama Jessica Herrera. Ebbene, Facebook e la signora Herrera hanno recentemente ottenuto un riconoscimento per avere bene applicato il Bicycle friendly business, ovvero un programma mirato a favorire l’uso della bicicletta tra i propri clienti e gli impiegati.

Ebbene Facebook ha ottenuto una sorte di medaglia d’oro, ma non è l’unica azienda ad aver ricevuto riconoscimenti più o meno prestigiosi: tra i 71 premiati figurano anche Apple e Hewlett Packard.

La signora Herrera ha spiegato pubblicamente quanto ha fatto la sua azienda: «Abbiamo lavorato con impegno per fornire ai nostri impiegati le migliore alternative di trasporto sostenibili, promuovendo la stessa cosa anche nel quartiere circostante. Abbiamo dotato tutti gli impiegati di biciclette da utilizzare dentro o fuori dal campus, abbiamo finanziato il rifacimento del manto stradale nella zona, abbiamo consentito la nascita di un servizio di riparazioni. E abbiamo anche un “Bike to work day”»

Signora Herrera, vorrebbe candidarsi in politica in Italia?

L’elenco delle aziende americane che sono state premiate per aver adottato un programma di sviluppo “bike friendly”:

http://www.bikeleague.org/programs/bicyclefriendlyamerica/bicyclefriendlybusiness/pdfs/bfb_fall_12_list_and_hm.pdf

4 Responses

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    Guido

    Non è una campagna elettorale. È solo pubblicità. Basti vedere i contenuti. La bicicletta evidentemente non è considerata sufficientemente influente. Altrimenti avremmo delle promesse anche lì. Fasulle,come le altre…

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      Rob

      Per me l’unica credibilità deriva da indicazioni credibili: se uno per esempio mi dicesse “obbligo tutti i Comuni a spendere il 25% degli investimenti stradali alla mobilità ciclabile”, sarebbe credibile. Dire “favoriremo l’uso della bicicletta”, non vuol dire nulla

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