Sfoglia (e spremi) qualche pagina del numero 2… il resto in libreria!

Ecco di cosa si parla nel numero 2 (in libreria da marzo 2013)

CUORE E VELODROMO di Lorenzo Franzetti, foto di Umberto Isman

10_cycle2La pista un tempo era l’avventura: i pistard erano corsari e le loro acrobatiche volate romanzi popolari. Poi la strada ha avuto il sopravvento e la pista è rimasta un esercizio per pochi: ma saper correre in pista, lo dicono tutti i saggi del ciclismo, è una lezione che non si dimentica e che completa il bagaglio tecnico di un corridore. Elia Viviani, pistard e velocista, si è allenato d’inverno a Montichiari per preparare una primavera di successi su strada, con occhio e cuore alla grande ouverture: la Milano-Sanremo.

NERVIOS, GRITOS Y DESORDEN foto di Paolo Martelli

02_cycle2No, non è un film di Almodóvar. Nervi, urla e confusione sono gli ingredienti del Criterium di Gijón, kermesse per 47 fixed racers, alla periferia della città asturiana. Sapori e umori, scatti e cadute, mani basse sul manubrio e cordoli sfiorati, il ciclismo urbano come una fiesta, una corrida a pedali. Qualcuno lascia qualcosa sull’asfalto, qualcun altro taglia il traguardo per primo. Adrenalina a colori.

IL SENSO DEL PEGO PER L’ACCIAIO di Gino Cervi, foto di Umberto Isman

03_cycle2Dario Pegoretti vive e lavora a Caldonazzo, tra il lago e i meleti. Lavora l’acciaio. Lo guarda, lo ascolta, gli parla, lo persuade a farsi telaio. Poi questi telai, coloratissimi pezzi unici, partono per il mondo: San Francisco, Chicago, Hong Kong… E anche quando sono ormai lo scheletro di biciclette che scendono per i tornanti di Lombard Street o lungo la promenade di Tsim Sha Tsui, se porgi con attenzione l’orecchio ti accorgi che continuano a parlare la lingua del Pego.

100 DI QUESTE FIANDRE di Lorenzo Franzetti, foto di Guido P. Rubino

04_cycle2Il Giro delle Fiandre compie cento anni. Il 31 marzo 2013, sulle strade di campagna, lungo i muri in pavé, sarà, come sempre, festa popolare, festa nazionale. Siamo andati a scoprire come la Ronde – quasi un nome da morbida fidanzata – , si aspetta tutto l’anno, anche quando l’inverno del nord chiude nelle birrerie, nei velodromi e nei musei dedicati alle ruote e ai pedali la passione per il ciclismo.

UN GIRO NEL VENTO di Gianni Mura

05_cycle2Fatta eccezione che per i muri e le torri campanarie delle città, le Fiandre sono un plat pays, come cantava il grande Jacques Brel, che molti pensano francese ma che era nato a Schaerbeck, pochi chilometri a nord di Bruxelles. Brel, che forse non andò quasi mai in bicicletta, come ricorda Mura, ma che meglio di qualsiasi altro ha raccontato i cieli bassi e grigi, i canali e il vento che gira e spazza la pianura da ogni punto cardinale.

LE GAMBE DI CATERINA di Laura Bosio, illustrazione di Riccardo Guasco

06_cycle2Una pagina, tratta dal romanzo Le notti sembravano di luna, che racconta di Caterina, dieci anni e un sogno: diventare un corridore e vincere il Giro d’Italia. Un sogno di fuga, per scandire il tempo che la separa dal mondo degli adulti al ritmo dei pedali che cigolano e toccano il carter della sua Chiorda argentata.

IL MIO FIORENZO Intervista a Alfredo Martini, di Marco Pastonesi

07_cycle2Fiorenzo Magni, il “terzo uomo”, il “Leone delle Fiandre”, scomparso nell’ottobre 2012, raccontato con profondo affetto da un altro grande vecchio del ciclismo italiano, Alfredo Martini, compagno di vita, in sella e lontano dalle corse.

LA CORDILLERA E LA BAMBINA Foto e testi di Cedric Brunet

09_cycle2Le piste della Cordigliera delle Ande, due bici e una famiglia: mamma Carole, papà Cedric e Tessa, piccola avventuriera di tre anni. L’America del Sud è un bel gelato: sul cono della Patagonia una gran palla al gusto di Amazzonia. E la “famiglia a pedali” se la gusta in un viaggio lungo un anno.

TRE UOMINI E UNA GAMBA di Gino Cervi, foto di Umberto Isman, Mauro Ujetto e Angelo Ferrillo

01_cycle2Alex Zanardi, Vittorio Podestà e Fabrizio Macchi sono prima di tutto tre amici. Poi sono anche tre campioni, legati dalla passione per ruote e pedali che non ha importanza come si spingono, con le mani o con una sola gamba. Ancor più dei loro successi sportivi e delle loro più o meno fortunate vicende, a colpire nel segno è la loro voglia di mettersi in gioco, con passione, tenacia e coraggio: e l’insegnamento che la felicità non sta sul traguardo, ma lungo la strada.

LE SCANDALOSE RAGAZZE SPRINT di Lorenzo Franzetti, foto di Diego Franzetti

08_cycle2Maria Canins, due vittorie al Tour de France, ha sempre detto che non esiste il “ciclismo femminile”: esiste il ciclismo e basta. Ma donne e pedali non sempre è stato un binomio ben accetto da tutti. A cominciare da Alfonsina Strada, che corse, unica donna al via tra soli uomini, il Giro d’Italia del 1924. Ma ancora nell’Italia anni Sessanta che si avviava alla modernizzazione le corridore erano guardate con sospetto, se non con dispetto: erano le scandalose ragazze sprint.

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