giro1953C’è un ciclismo nel ciclismo: bonsai, da cameretta e da collezione. Per tornare a sognare in questi tempi così difficili per questo sport. In un diorama fissi l’eternità di una volata. Poi c’è Robic, testa di vetro e, dietro, Costante Girardengo. Poi anche Marco Pantani e pure Coppi Fausto, in ordine sparso. Le figure misurano alla base circa 5 centimetri, compresa la bicicletta, per 6 centimetri di altezza. Non di più. Scala 1:32.

Nel ciclismo in miniatura c’è tutta la pretesa di condensare la grande storia del ciclismo, in una misura più prossima, abbordabile; a scala ridotta, insomma. Bisogna essere ispirati e preparati per tentare l’impresa. Ci sta provando da poco più di un anno, Corrado Monfardini, mantovano di Castel Goffredo (alto Mantovano confinante con la provincia di Brescia), classe 1968, architetto e appassionato. Di ciclismo, ovviamente.

Maspes? Presente. Alfonsina Strada? Presente. Sante Gaiardoni e Visentini, Altig e Anquetil? Presenti. E come potevano mancare? Ci sono quasi tutti, insomma, i protagonisti della storia del ciclismo. Ed altri se ne aggiungeranno in questa straordinaria collezione. Da vedere sul web, con la bava alla bocca. Ma anche da acquistare, se si vuole. In una teca di vetro nel soggiorno fanno il loro bel figurone. Volendo, coi pezzi ci si può giocare inventando classiche, giri a tappe, usando i dadi e tanta fantasia. Il regolamento pensatelo voi. Non c’è federazione né televisione a riprendere le vostre sfide. Che possono essere anche solo di fantasia. Ci vuole però tanto spazio in casa, per costruire i percorsi.

Ma come nasce la passione di realizzare questi corridori in miniatura? Corrado, da piccolo, si avvicina all’arte figurativa e dimostra anche di saperci fare. Ma a scuola preferisce imboccare la strada del disegno tecnico, una via più pratica per trovare un lavoro. Intanto aveva iniziato anche ad inforcare la bici con mire agonistiche. Negli anni ’70 pratica ciclismo a livello giovanile nella “U. S. Libertas 1911” di Brescia dove milita per ben quattro anni. Ottiene due titoli provinciali mantovani e numerosi piazzamenti. Nel 1981 passa nella società mantovona “G.S.C. Cavrianese” dove continuerà a gareggiare per altri cinque anni. Poi smette di correre ma il ciclismo gli rimane appiccicato.

Nel frattempo si appassiona alle ricostruzioni storiche e impara l’arte di costruire e dipingere soldatini. Un giorno, per caso, vede delle miniature di ciclisti realizzate in Francia. Idea! “Le potrei fare anch’io!” Sfrutta  quindi l’esperienza della lavorazione su soldatini da collezione per trasformare, con le stesse tecniche, i ciclisti. Passione, arte, manualità. Bisogna saperci fare con i colori, i pennelli e le sfumature. Bisogna tendere alla somiglianza. Un Gimondi deve essere proprio un Gimondi. Idem per Adorni. Anche con le bici, non bisogna essere superficiali, perché contano soprattutto i dettagli.

Per i materiali? “Per le figure uso una plastica e poi lo stucco per i dettagli, come la borraccia o il palmer a tracolla per i corridori dell’epoca eroica. Colori acrilici, facendo attenzione a non lasciare sbavature. Per le bici uso il metallo”.

Quando ha iniziato era solo un passatempo, per lui, da coltivare nei ritagli lasciati liberi dal lavoro. “Ma oggi, con la crisi, trascorro solo metà giornata in ufficio e quello che era solo un passatempo rischia di essere un vero e proprio lavoro”. Il ciclismo in miniatura è qualcosa di più di un semplice. Intanto, occorre essere preparati sulla storia del ciclismo perché i clienti sono ferratissimi e non perdonano.

Che il ciclismo in miniatura possa avere un futuro Corrado se ne è accorto andando alle manifestazioni come l’Eroica di Gaiole in Chianti, la vera “Mecca” dei ciclisti vintage e dei collezionisti di bici storiche. “Mi si sono avvicinati molti appassionati, hanno dato un’occhiata ai pezzi già pronti e alcuni erano molto entusiasti, soprattutto gli stranieri, francesi e belgi in particolare”.  Man mano che il tempo avanza crescono i pezzi realizzati dall’architetto.

I pezzi più richiesti? “Fabian Cancellara, Marco Pantani e Fausto Coppi. Poi anche Girardengo. Mentre Bartali, stranamente, me lo chiedono in pochi.

Dicembre è stato un mese molto intenso perché ho preparato parecchi corridori per gli appassionati che avevano trovato il modo per fare un regalo gradito ad altri amanti del ciclismo”. Si va dell’epoca eroica fino ai nostri giorni con lo svizzero Fabien Cancellara.

C’è Binda, Gerbi, Ganna, Bottecchia, Buni, Faber, Lapize e Leducq, per dirne alcuni. Ma anche Alfonsina Strada. Poi Fiorenzo Magni, in maglia Wilier Triestina, un Coppi al Tour del 1949. E poi, ovviamente, un Merckx con la maglia della Peugeot e un Vittorio Adorni in maglia iridata.

L’ultima sfida, la più appassionante, di Corrado, è la realizzazione dei diorami:”Ne sto preparando uno che raffigurerà un Tour delle prime edizioni. Un altro progetto riguarda la realizzazione della Bianchi”.

Un motto c’è in questo lavoro: pensare in grande per realizzare il piccolo.

Per chi volesse approfondire c’è il sito, una bellissima vetrina, un piccolo grande museo della storia del ciclismo. Se volete un assaggio, gustoso, ecco il link di riferimento: http://www.ciclismoinminiatura.it/

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