Un brano tratto da un libro di Luciana Rota

Un brano tratto da un libro di Luciana Rota

Ero in tribuna con la signora Tragella,la moglie di Fiorenzo Magni e la moglie di un corridore spagnolo. Lo stadio dove correvano era grandissimo. Io seguivo costantemente quel corridore con la maglia gialla. Quando era sulla pista, opposta alla tribuna, diventava un punto giallo. Mi bastava per sapere che era lui. Ma improvvisamente quel puntolino giallo saltò in aria. L’urlo della folla mi lacerò i timpani. Mi rimase nella mente il solo grido di un uomo che diceva: «Un dottore, presto un dottore!». Mi precipitai negli spogliatoi dove stavano portando Fausto. Lo vidi subito. Mi sorrise. «Non aver paura – disse – non è niente. Mi fa male la spalla. Sarà saltata un’altra volta la clavicola. Però – aggiunse indicando il casco che si era rotto – se non avevo quello erano guai». Gli feci una carezza e ritirai la mano inorridita. Era bagnata di sangue. Il sangue gli usciva da una larga ferita che si era fatto sulla testa. Se non avesse avuto il casco… non volevo pensarci. Eppure sentivo dentro di me quelle parole come un ritornello. Se non avesse avuto il casco si sarebbe ucciso davanti a me. E io sarei stata in tribuna per godermi lo spettacolo.

No, no, no, una moglie non può incoraggiare il marito, una donna non può incoraggiare il marito che ama esporsi a simili rischi. Anche se è un campione. Anche se è un campionissimo.

Tratto da:

LaMiaVitaConFausto

http://www.danielapiazzaeditore.com/Novita2010/LaMiaVitaConFausto.htm

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