Tutte le foto sono gentilmente concesse da www.tourofoman.com

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Warda ha gli occhi grandi e neri, sbarrati verso valle, da dove sale la strada. Khader ha un sorriso sdentato, ma più vivo della primavera, e sospira in attesa del grande momento. Warda e Khader, due nomi inventati di una bambina e un bambino veri, scesi dalla collina terrazzata alla periferia di Jebel Akhdar, una perla tra le montagne.
Ecco la fotografia dell’attesa, prima della festa: due bambini di montagna, in mezzo a tanta gente, in una macchia verde dell’Oman, in mezzo a montagne rosse, seghettate, rocciose, modellate dal tempo.
A bordo strada, bambini e sospiri, tuniche e sandali di cuoio. E Warda e Khader, che di solito fanno volare aquiloni e oggi sventolano bandierine, aspettando qualcosa di mai visto, ma sognato, immaginato come una fiaba.
Ulivi e arance, come in Sicilia, nell’Oman con l’aria più fresca. A valle soffia un’aria bollente che solleva la sabbia e caccia granelli fin sotto i denti dei ciclisti. Qui, il vento è più fresco, e diffonde il profumo delle rose fiorite.
Jebel Akhdar, un traguardo in cima a una salita, una strada che guarda il cielo, tra una folla che attende e gioca con la fantasia: il ciclismo è qualcosa di molto lontano dall’immaginario di un arabo ed è forse per questo che è come una favola.
Questa settimana si è corso il Giro dell’Oman e sulla montagna verde, Jebel Akhdar, i grandi campioni si sono sfidati come eroi senza tempo: Contador, Froome, Wiggins, Evans, Nibali e molti altri. Sono le stelle del ciclismo di oggi, emigrati in un contesto magico e inusuale, l’Oman: protagonisti di un grande spettacolo. Sulla montagna verde ha vinto Joaquin Rodriguez e tutti i grandi del ciclismo attuale hanno dato vita a uno show di altissimo livello.

Una sfida che ha entusiasmato la gente, che ha regalato un ricordo indelebile a Warda e Khader che ora hanno qualcosa in più da raccontare, quando diventeranno grandi: oltre a storie e leggende di sultani e guerrieri, principesse e falconieri, avranno una storia di ciclisti, di uomini piegati su biciclette colorate e bellissime.
Grande ciclismo, in Oman, dove è andata in scena una sfida praticamente ignorata dal mondo occidentale: una sfida come quella che faceva sognare i nostri nonni, andata in scena lontano dalle cronache e dalle tivù italiane, tempestate  invece di immagini amare, di pagine tristi, di scandali doping e storie malate. In Oman, Warda e Khader si sono innamorati del ciclismo, perché hanno visto solo uomini e bici, perché hanno sentito solo il respiro affannoso di corridori in salita, mentre l’odore dell’incenso ispirava una favola a pedali.

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