Foto di Nicola Ianuale

Foto di Nicola Ianuale

Gli fai gli auguri. Al suo numero di casa. Casa di Firenze, dove risponde col solito piglio. Una parola secca. Pronto. Senza punto interrogativo. «Pronto». Tipico di chi è “pronto”. A risponderti. E volentieri.

Lo chiami e ti sembra un gesto familiare, di quelli che scatenano comunque il batticuore: non ci si abitua al bene, lascia sempre il gusto di sorprenderti e sorprendere. È un piacere profondo. Che si chiama Alfredo di nome, Martini di cognome. La storia del ciclismo. Anche quello personale.

Va da sé che questo 18 febbraio scatena sentimenti, quelli di una semplice telefonata di auguri, un po’ come quando mettevi un bigliettino di buon giorno nella tasca della giacca di tuo padre (Franco Rota, ndr): non c’erano i cellulari e il precursore dell’sms, un po’ farlocco e un po’ sdolcinato, era un pezzo di carta preso dove capitava e scritto di fretta. Da infilare in una tasca. Nell’agenda. Nella Gazza. Alle pagine del ciclismo, sfogliando dal fondo. Un messaggino, insomma. Oggi scriveresti così: “Grazie papaletto di avermi fatto conoscere (da più di novant’anni!) il Grande Alfredo. È un affetto che va oltre il tempo. E tu lo sai bene, tu che gli sei fraterno amico”.

Lo chiami con quell’affetto, paterno, che irrazionalmente dura da più di 90 anni. Perché Alfredo Martini rappresenta il Secolo del Ciclismo tuo e di tutti noi. Storia e realtà. Che corrono insieme: ruota anteriore e posteriore. La catena in mezzo. Biancoenero, prima, colori dopo, hd oggi. Un bel mix in evoluzione.  Qualche volta rivoluzione. Di quelle che fanno bene, soprattutto di questi tempi. Con la lucidità e la serenità che ne consegue, quella di una vita bella, piena, dove le sofferenze sono annientate (almeno questo è quel che trapela) dalle soddisfazioni. Dai successi. Dalle vittorie. Dalla sua umanità. Dal commissario tecnico di tutti. Che è diventato Presidente Onorario della Fci, ma per tutti noi è il Ct. Eccolo: «Eh bimba mia, cosa vuoi che ti dica, fai bene a soffermarti, a guardare indietro, a rileggere la storia, anche quella del ciclismo che tanto ti piace, perché se tu non conosci il passato come puoi capire il futuro?».

Avevi solo quattro o cinque anni quando tuo papà bazzicava dalle sue parti. «Ed era per lo più alle corse e poi al telefono. Prima durante dopo i Mondiali. Quei due vivevano in simbiosi». Te lo ricorda ogni volta il mitico Franchino Vita, angelo custode-pilota di questa storia, la storia di Alfredo Martini. Quando sei cresciuta quella telefonata famosa è diventata una canzone, uno scherzetto, un indovinello: «Che c’è il tuo babbo?» risuonava la domanda nell’apparecchio. E tu: ĝSi arriva subito, ma chi devo dire? È Fiorenzo o Alfredo?».  Non sapevi mai se stavi parlando con Magni o Martini. Solo loro l’han sempre chiamato «il tuo babbo».

Ora la musica è diversa: sei tu che chiami. E sempre troppo poco. E lui risponde che è sempre pronto.

Buon compleanno Alfredo, sono 92! Cosa farai oggi di bello?

Alfredo Martini con Fiorenzo Magni e Franco Ballerini

Alfredo Martini con Fiorenzo Magni e Franco Ballerini

«Lascia stare», ti risponde il grande Saggio e continua senza interruzione: «Risponderò al telefono, leggo, guardo lo sport, scrivo». Ti sembra di vederlo. La sveglia presto, la radio accesa su Radio 24, poi i giornali. Gazzetta e Unità. Prima che arrivi la malinconia? «Quella arriva verso sera, ma parliamo d’altro». Basta che parliamo. Devi darci le tue chicche, i tuoi aneddoti, le tue  parole, che sono preghiere per il nostro cuore, per quello che accade nel nostro mondo. È proprio un mondo difficile, ma sai quello che manca davvero? È la speranza. Che non bisogna mai perdere. È l’entusiasmo. Che fa smuovere, che dà forza, coraggio per guardare al futuro senza paura».

Entusiasmo come la grinta di Pozzato domenica sul traguardo di Laigueglia? E tu eri lì, anche quest’anno:  «Sono contento di quella vittoria. Mi è piaciuto, certo che mi è piaciuto. Ma adesso deve confermarsi. Deve convincere tutti che ragiona, che fa sul serio. Mi piacerebbe. Il ciclismo, soprattutto oggi, avrebbe bisogno di questo Pozzato. Un bel corridore, che piace alla gente, che ha personalità».

Allora speriamo che Pozzato ti convinca. Che sia tutto vero. E noi ci vediamo alla Milano-Sanremo, Alfredo. Che se stasera ti prende la malinconia, chiamaci. Siamo sempre qui, da novant’anni e oltre, ad ascoltare le tue parole. Che sono speranza.

Una risposta

  1. Albano Marcarini

    Brava Luciana e grazie per essere entrata nel team di cycle! Dobbiamo sentirci per Liverani…

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