Foto di Sportograf/Maratona dles dolomites

Foto di Sportograf/Maratona dles dolomites

Ma cosa fai, ragioniere! Sembri una moto. L’hai fatto il tagliando? E il traguardo è una linea virtuale, decide l’efedrina quando fermarti davvero… Vai ragioniere, scollina e stai attento che hai già gli occhi che saltan fuori. Bello e depilato, pronto a tagliar le curve per tener testa a quello là: sì sì quello là che faceva il Tour de France e ora vien qua a romper le balle a voi ciclisti della domenica. Ma tu ragioniere non ci stai. Avevi preso l’efedrina per tener botta ai duecento chilometri, perché in settimana o vai in ufficio o ti alleni. E con l’efedrina sei perfetto, il resto è scienza e fantascienza: niente crisi, al massimo scoppietti e scorreggi per via di gel e bustine. Ma che panino e panino, non c’è tempo: 53×15 e pedalare… Il tuo  stomaco è piatto, alla faccia di tutti i ciclopanzoni: guardati. Hai il cardio, hai il gps e l’srm: poi in settimana vai su come un treno con le rpm, stai attento alla vam.

Il ciclismo dei frustrati produce queste scene, ma poi va di mezzo la salute. A un certo punto, anche nella testa di un ragioniere di provincia scatta qualcosa di malato: e smarrisce il senso dell’andare in bici. La competizione diventa ossessione, se vuoi star davanti devi fare come loro, prendere questo, iniettarti quell’altro, ascoltare l’ex dilettante che comanda la challenge, perché lui sa come si fa…

Le granfondo sono un movimento immenso, ma si finisce sempre per parlare dei presunti furbi: la competizione è un ingrediente, ma spesso diventa il solo ingrediente. E si perde la testa, si dimentica il senso, appunto, dell’andare in bici…

Il ciclismo dei frustrati crea tristezza e voglia di rivalsa a ogni costo: perché per vincere devi fare come quello là, che faceva la seconda linea tra i professionisti, che si perdeva sui cavalcavia e ora, contro i ragionieri di provincia, pare un Eddy Merckx…

È questo meccanismo che ha rovinato tutto, che porta a scimmiottare i campioni che gareggiano su altri pianeti. Ci si illude di essere fuoriclasse a quarant’anni, a diventare grandi scalatori a cinquanta… Tutto si può fare in bicicletta, ogni libertà è concessa, giusto così, ma quando si perde il senso della realtà, si finisce per trasformare in ossessione quello che dovrebbe essere un piacere: ovvero, il piacere di pedalare assieme a tanti appassionati come te, ragioniere. Il piacere di condividere emozioni e piccole imprese personali, la soddisfazione di guardare le Dolomiti da vicino o il privilegio di fermarsi sul Barbotto (la celebre salita della Nove colli) e godersi la meraviglia delle colline romagnole.

Nel mondo degli appassionati del pedale non si parla d’altro, ovvero di una decisione degli enti e delle federazioni del ciclismo amatoriale: La CNC nella seduta del 11/02/2013, confermando quanto già asserito nei comunicati precedenti, ha deliberato che gli ex professionisti e gli ex dilettanti NON possono prendere parte alle gare amatoriali come amatori per un periodo di anni 5.

Possono altresì essere tesserati, per motivi assicurativi, come cicloturisti e come tali prendere parte ad eventi e manifestazioni, in qualità di invitati e di “testimonial” senza entrare nelle classifiche e nelle premiazioni ufficiali.

Eccolo l’argomento clou, insomma: è la rivincita del ragioniere, contro l’ex professionista. Ma rivincita di che? Boh… Contro i frustrati dal professionismo che con le granfondo si erano ritagliati un mezzo lavoro, piccoli ingaggi per sfidare i ragionieri. Come se Dino Meneghin volesse sfidare me, tappo di provincia, a una sfida sottocanestro… Non succede nel basket, ma nel ciclismo, lo sport più bello del mondo e l’unico in grado di rovinarsi da sé con grande facilità.

Ma ci vuole una legge per imporre il buon senso? Esasperazione: stop, sempre e comunque. Ciao mama sono arrivato uno…a ogni costo, in nome di un ordine d’arrivo che diventa l’unico perché… Ma, allora, perché? Davvero è questa la passione?

Come sarebbe bello che le granfondo offrissero libri di Gianni Brera al posto di tanti inutili pacchi gara… pacchi, ma di quale gara? Pedala e divertiti, ragioniere… e fermarti a guardare il paesaggio, che in bici è tanto bello, e magari ti trovi pure la fidanzata. E per una sfida in volata, eccoci qua… unico premio, una birra al traguardo: chi perde, offre.

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