DSC_4406La storia del ciclismo è fatta anche di borracce che odorano di vino. Racconti che sfumano nella nebbia dei ricordi che alla fine ti chiedi se sia davvero andata così. Però è vero che chi fa sport di un certo livello è quasi impaurito dalla tavola, da un certo tipo di tavola. Ok la dieta corretta, ma chi l’ha detto che sport e buona tavola non possano andare d’accordo?

E soprattutto come si può pensare che chi fa sport non possa concedersi un bel bicchiere di vino? È vero, va fatto un ragionamento a parte per coloro che svolgono attività sportiva a livello agonistico ed è fondamentale che un eventuale consumo di vino venga effettuato lontano da sforzi fisici e gare, ma per carità non demonizziamo il nettare di Bacco!

Attualmente il comune sentire, scientifico e non, sembra propendere verso la possibilità di un consumo moderato. Ho recentemente intervistato il Prof. Enrico Arcelli, medico specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione e Dietologia e mi ha confermato quello che, da profana della medicina, già sapevo: il vino – se consumato moderatamente e cioè un bicchiere a pasto per l’uomo (un po’ meno per la donna) – non solo non fa male, ma contenendo polifenoli e resveratrolo, aiuta l’eliminazione del colesterolo dal sangue e combatte l’Helicobacter pilori.

Mi sento in confidenza e vi voglio svelare un piccolo segreto. La bici è diventata per me un bel modo di girare tra le mie campagne alla ricerca di ristorantini tipici, dove accostare a un bel piatto di pici col sugo di nana (“anatra” per i non parlanti la lingua del Granducato) e un bicchiere di vino della casa. Facendo un po’ di attività mi sento meno in colpa e trovo la giusta scusa per concedermi anche un dolcetto, ma non ditelo in giro, rimettersi in sella dopo è una gran faticaccia. Gambe di legno e nello stomaco il microclima delle isole Cayman. Ma tant’è. E siccome soffrire è il mio sport preferito allora via che si riparte. Certo non percorrerò il muro della Colma di Sormano come se facessi a piedi dalla fermata dell’autobus a casa mia, ma quando il cuore è leggero come una piuma e lo spirito appagato direi che il gioco vale la candela. Prosit!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.