Foto Santos Tour Down Under/Regallo

Foto Santos Tour Down Under/Regallo

Tutto il mondo guarda Adelaide. Almeno così dicevano i cartelloni pubblicitari del Tour Down Under, come vi ho raccontato qualche giorno fa. La città in questa settimana ha vissuto di ciclismo, anche i tram ci hanno ricordato l’evento e hanno “portato in giro” Simon Gerrans, vincitore dell’edizione 2012. Non c’era modo migliore per promuovere lo sport.

Nel giorno clou, che era pure festa nazionale, ovvero l’Australia Day (26 gennaio), tutti qui scommettevano sul bis di Simon Gerrans, che puntuale ha vinto la tappa. Tuttavia, a sorpresa, il Tour Down under l’ha vinto l’olandese Yom Slagter, che aveva già vinto la terza tappa. La festa finale, tra migliaia di spettatori, si è svolta ad Adelaide, con vittoria allo sprint di Andre Greipel, tedesco, che ha festeggiato anche la centesima vittoria in carriera.

Tra gli eventi collaterali al TdU, nei giorni scorsi c’è stata la pedalata cicloturistica Bupa Challenge, simile a una randonnée, nella quale migliaia di persone hanno pedalato sul percorso della tappa. E’ stato un grande evento e vi hanno partecipato cicloturisti da tutte le parti del mondo. Qui in Australia praticamente ogni evento è finalizzato alla raccolta fondi per qualche associazione, oppure alla promozione della sicurezza. Sappiate che praticamente tutte le bici hanno fanalino e luci sia anteriori che posteriori. Anche le bici da corsa, anche quelle da 10mila dollari. Cosa impensabile per la nostra cultura, perché ovviamente ne risentirebbe… l’estetica!!!

Colgo l’occasione per passare il messaggio, come recitava lo slogan scritto su un’enorme bici gonfiabile collocata in un parco di Adelaide :  “sii prudente, fatti vedere”.

Nella seconda tappa sono andato con alcuni colleghi a vedere un passaggio sulla salita del “cavatappi”, chiamata così per sia per i tornanti, sia per la posizione, nel bel mezzo dei famosi vigneti di Adelaide. C’era una buona presenza di pubblico, specie se si considera che c’erano quasi 40 gradi e senza dubbio sarebbe stato più facile vedere la gara in tivù… e con un po’ di aria condizionata!

Come nella miglior tradizione australiana, dal rugby al cricket, anche al TdU c’è un premio per gli spettatori con il miglior (forse dovrei dire più strano/divertente) vestito. Inoltre, essendo il ciclismo sport itinerante… offre l’occasione più unica che rara di organizzare la sfida best dress nella versione per paesi: http://www.tourdownunder.com.au/documents/the-festival/santos-best-dressed-town-competition.pdf

Un’ultima nota relativa al TdU, e alla sua unicità è costituita dal “villaggio”, ovvero il quartier generale della corsa. La base delle squadre, per tutte le tappe, è nello stesso albergo in centro città, ad Adelaide. Così, massaggiatori e meccanici lavorano ogni giorno al villaggio di partenza, in uno spazio aperto al pubblico. E’ bellissimo per tutti gli appassionati poter “spiare” i meccanici preparare le bici e poter chiedere direttamente a loro consigli e segreti. Credo sia bello anche per i meccanici, che spesso lavorano dietro le quinte, trovarsi al centro dell’attenzione. Dopotutto il loro lavoro è uno dei più importanti e spesso poco riconosciuto.

Ora, dopo la festa di Slagter e Greipel, i grandi protagonisti del finale del TdU, vi lascio: a queste latitudini, oggi, è tempo di barbeque e spiaggia…

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