di Guido Rubino (foto gr)

Gli ingredienti sono Nibali, una bicicletta da cronometro formidabile come la Shiv di Specialized, Sean Madsen, Silvio Coatto, Jarno Trulli (quello di Formula 1) e tanta tecnologia.

Quelli che non avete riconosciuto sono i tecnici Specialized, maghi del posizionamento in bicicletta. Ma non maghi come quelli di una volta, che ti guardavano e ti dicevano “questa è la tua bici” e ci prendevano pure. Questi sono maghi tecnologici e ci prendono pure di più. Niente di immaginario, tutto calcolato e collegato con nove ore di fuso orario più in là, in California, dove è nata la bici di Nibali. Un colpo di pedale e i dati attraversano tre spicchi di mondo.

Mischiate per bene questi ingredienti, lasciateli riposare un po’, e vi ritrovate un Nibali che, due settimane dopo si mette dietro Alberto Contador in una gara a cronometro. Lo hanno soprannominato mica a caso “lo squalo”. Ok, la stagione all’inizio, ma certo sono cambiate le abitudini dei corridori.

Altro che battute di caccia. Ormai si passa l’inverno a studiare a tavolino e a sperimentare e a progettare scientificamente dove poter migliorare. Una posizione migliore in bicicletta diventa secondi sulla strada, minuti: quelli che possono cambiare il colore della maglia alla fine di un Grande Giro.

Poi c’è sempre qualcuno che farà le foto in posa al corridore che affetta il salame, ma l’inverno ora è altro. C’è poco da fare.
Fine del romanticismo? Nient’affatto, l’inverno è fatto sempre di fatica e di allenamenti duri.

Quando Nibali è arrivato nella sede di Specialized e ha tirato fuori la bici il suo meccanico si è preoccupato: «Datemi qualcosa per pulirla». C’erano i segni di tanti chilometri già percorsi e non solo col sole. Non andava bene per le foto e via a pulire.
E intanto Nibali, lì, impassibile a pedalare sul rullo e, il giorno dopo, in pista. «Roba che se contiamo quanti chilometri ha messo dentro questo qui ci viene fuori una discreta tappa» commentava qualcuno.

Niente doppietta, quindi, passeggiate e aria aperta sì, ma anche unghie da affilare. Anzi, denti. Perché lo squalo lo aspettiamo.

Su Cyclinside.com potrete trovare i dettagli del lavoro di Nibali con Specialized

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