apredi Lorenzo Franzetti

Birra, wurstel, blues. E le bici che girano attorno, che alzano il vento e lo fanno arrivare nei capelli delle bionde olandesine, che spandono profumo sulla pista. C’è un velocista grosso come un bufalo, pronto in rampa di lancio, e al suo fianco, un altro armadio umano. E la rampa di lancio è il parquet che quasi scricchiola, mentre i due sono piantati e immobili sulle loro bici, in surplace. Il torneo della velocità è il contorno, ma il piatto forte è la sei giorni: e il vero sapore della seigorni e il circo dell’americana. “Madison, ladies and gentlemen!”. Come trapezisti, i pistard si lanciano in coppia, si prendono e si lasciano, a colpi di mano: e via, in caccia, a prendere il giro, a far gridar lo speaker e scatenare l’applauso della folla. L’americana è come un tango di ciclisti, con la musica che scandisce il ritmo di pedalata di decine di pistard che si abbandonano e si ritrovano: senza sensualità, tutto è  brivido. Giochi d’equilibrio su una parabolica alta come un muro, con le bici, le teste e i corpi che si mettono quasi in orizzontale e si lanciano giù. Giro su giro, fino al suono di campana, fino all’ultima volata. E il giro d’onore, con quei mazzi di fiori che resistono al tempo e rimangono un simbolo del ciclismo, così come due belle miss, accanto ai volti sudati dei corridori.

https://www.youtube.com/watch?v=bcTHSPZCOtESi fa notte al velodromo di Rotterdam le gare di ballo ciclistico si susseguono, con il calore del velodromo che fa venir sete, con l’odore di crauti che sfuma e un chitarrista che regala un assolo alla B.B. King.  Ma poi si balla pure il sirtaki, ci si ubriaca di folk e gira la testa a colpi di boccale di birra. Scendono le coppie dei seigiornisti, risalgono i velocisti  e si prendono a spallate con i loro corpi da cartone animato. Forgiati dalla palestra, come gladiatori. E poi è la volta dei derny, che viaggiano a settanta all’ora e scoppiettano a ogni accelerata: con dietro incollati i pistard. E tutti incantati, anche per questo numero da circo: piace non si sa perché, ma ci si emoziona come bambini. Bambini che alla seigiorni non vanno a letto presto.  Per sei notti va così, si tira quasi fino all’alba dentro a un catino di legno che regala sensazioni magiche.

La sei giorni di Rotterdam da Iljo Keisse e Nicki Terpstra, un belga e un olandese, davanti a migliaia di spettatori. In gara non erano presenti ciclisti italiani, poiché da tempo il nostro movimento a due ruote non ha specialisti che si dedicano a questa specialità antica delle due ruote.

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