bicirubateUn vigile urbano e un web designer, amici con la stessa passione: naturalmente, la bici. E ora ideatori di un progetto di prevenzione e monitoraggio dei furti di biciclette: dalla “provinciale” Alessandria, sbarcano sul web e varcano i confini locali, diventando un fenomeno nazionale.

Da pochi giorni, Mauro Di Gregorio e Matteo Ferrando hanno messo online un vero e proprio portale di crime mapping, specifico per i furti di biciclette: «Si tratta di un portale che si occupa di raccogliere ed elaborare informazioni e segnalazioni, denunce e testimonianze fotografiche. Insomma, un monitoraggio costante al fine di realizzare una piattaforma utile non solo per chi ama la bici, ma anche uno strumento prezioso per le forze dell’ordine».

In concreto, il progetto si sta realizzando sul sito www.mappalatuacitta.it: ed è il frutto di uno studio per la tesi di laurea di Mauro, che lavora nella polizia municipale di Alessandria, ma che si è da poco laureato in Scienze dell’investigazione e della sicurezza. «Con la raccolta dati, il monitoraggio e il confronto, si arriva a tracciare un profilo sociale del ladro di biciclette ed è al tempo stesso uno studio scientifico sui furti di bici».

Il crime mapping è una tecnica d’investigazione già molto utilizzata per combattere la microcriminalità in varie parti del mondo. «Il fenomeno dei furti di biciclette, seppur molto diffuso, viene arginato con molta fatica. Anzi, molto spesso si tratta di un crimine che, spesso, non trova grande sensibilità nelle forze di polizia. Proprio perché è difficile da studiare».

La fortuna di www.mappalatuacitta.it dipende, ora, dalla  community dei ciclisti italiani, ma non solo: fa affidamento al senso civico di tutti i cittadini, per ottenere segnalazioni, informazioni. «Riceviamo anche il contributo di alcuni fotografi che ci aiutano in quella che viene definita fotografia sociale, che consente di condividere informazioni utili per tutta la comunità» spiega Di Gregorio.

Mauro Di Gregorio, autore del progetto con Matteo Ferrando

Mauro Di Gregorio, autore del progetto con Matteo Ferrando

Per contribuire al progetto, si può cominciare da un questionario che può essere compilato e inoltrato ai webmaster del sito: partito da Alessandria, questo network ha presto preso raggiunto una dimensione nazionale, grazie a segnalazioni e collaborazioni provenienti da varie zone della penisola. Presto saranno disponibili le prime statistiche. «Tutti possono collaborare, compresi i negozianti di bici. I furti di bici sono spesso un deterrente anche all’acquisto di mezzi nuovi».

Monitorare le città, per una buona causa, pone anche problemi di privacy: «Mappiamo il territorio, evitando di fornire coordinate precise e  ragionando per ampie zone. La raccolta delle segnalazioni e delle denunce è il primo passo: noi, poi, andiamo a incrociare queste informazioni con altri fattori che caratterizzano ogni area studiata».

L’obiettivo è uno solo: «Fermare, o per lo meno, frenare i ladri di biciclette. Quasi sempre le denunci di furti delle due ruote si riducono a formalità dovute, ma con scarse probabilità di recuperare la refurtiva. Con Mappalatuacittà.it proviamo a invertire la tendenza».

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