Voyage a vélo_4588di Albano Marcarini

Gennaio 2013. Freddo: – 5 C°. Neve, che a Parigi si vede di rado. Vento. Le condizioni meteo ideali per un festival del viaggio in bicicletta. Mi ricordavano Ted Lidwall mentre pedala in Siberia. Luogo: St-Denis, alla periferia nord della capitale, di fronte allo Stade de France. Eppure c’è gente e parecchia (e anche noi di Cycle!) alla 28ma edizione di questo strano meeting di stravaganti viaggiatori che, invece di pigliare tranquilli voli low-cost preferiscono uscire di casa, inforcare la bicicletta e andarsene a fare il giro del mondo.
In due giorni di festival ognuno di questi viaggiatori del pedale ha avuto a disposizione una sala di proiezione e una folta platea di uditori, pronta a condividere, almeno idealmente, le loro avventure. Chi nel Madagascar, chi attraverso l’outback australiano, chi nella Mongolia, chi ancora nelle fredde terre del Nord. E storie, un’infinità di storie. Come quella di Irène Gunepin – www.nancydakaravelo.free.fr – che parte dalla Francia per raggiungere Dakar in bici e partecipare al Forum Mondiale Sociale. Come la storia di ‘tre ruote sul tetto del mondo’ – www.transhimalaya.blogspot.com – : Pierre Payet e Anne Dussert (quest’ultima su un triciclo) attraverso il Pamir, lo Xinjiang e il Tibet. Come Régis Pfaffenzeller che va da Calcutta a Katmandu. Come Olivier Godin e Adeline Reynouard – www.tandafrika.com – che in un anno e mezzo pedalano in tandem da Parigi a Città del Capo. Come Bruno Sans, paraplegico, che ha viaggiato in handbike attraverso Canada e Stati Uniti. Ogni meta è stata possibile e non c’era limite all’avventura. Spesso applausi a scena aperta. Molti sognatori fra il pubblico: età media molto alta, dai 40-45 in su. Evidentemente alla ricerca di quello che, in altri momenti della vita, non hanno potuto realizzare per loro conto… ma probabilmente, anzi certamente, ancora ciclisti di lungo corso. Gente temprata, esperta di viaggi e di vita spartana. Competenti. Simpatici e cordiali.
Alle proiezioni si sono intervallati dibattiti al limite dell’amenità ma di inattesa partecipazione: ‘Come nutrirsi in viaggio’, ‘Quali indumenti ideali’, ‘Come curarsi in caso di necessità’. E infine una specie di workshop con i giramondo, pronti a dispensare consigli e a vendere, a modico prezzo, le narrazioni scritte e fotografiche delle loro fatiche. Bello constatare che molti viaggi non sono stati fine a sé stessi ma erano finalizzati a obiettivi sociali, di compartecipazione di progetti in Paesi del terzo mondo, di aiuto a popolazioni meno fortunate di noi. Per altre info: www.cci.asso.fr

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