Campionato Italiano Ciclocross 2011

Marco Aurelio Fontana – Foto di Nivcola Ianuale

Di Lorenzo Franzetti

«Il ciclocross è un’arte, sbagliato definirlo solo sport». Marco Aurelio Fontana adora giocare con la bici: era un “bocia”, alto un metro e una mela, quando scoprì il ciclocross e se ne innamorò. «Del Ciclocross ci s’innamora, è vero: perché, soprattutto in Italia, lo fai per passione. Io mi diverto tantissimo, ancora oggi».

Il campione italiano della specialità, dopo l’estate olimpionica nella mtb, si appresta a vivere il momento clou della stagione del fango: in maglia azzurra, sbarcherà negli Stati Uniti e si giocherà il Mondiale a Louisville, nel Kentucky, contro i “mostri sacri” della specialità, Nys, Albert e Stybar. Ma prima di partire per gli States, sarà sul palconscenico di una classica italiana, il trofeo Mamma e papà Guerciotti: una tradizione, l’ultimo segno di vita del ciclocross a Milano, quasi un rito per gli appassionati, tramandato negli anni da una famiglia, appunto, i Guerciotti.

«Da anni vivo a Fiorenzuola, in provincia di Piacenza – spiega Fontana – ma sono lombardo e, soprattutto, ho cominciato a praticare il cross proprio da quelle parti. Ricordo l’emozione della mia prima volta, al Guerciotti: ero un ragazzino, tra gli Esordienti, e si correva ancora al Parco Lambro, mentre oggi questa gara si disputa all’Idroscalo. Al trofeo Guerciotti, dopo di noi delle categorie giovanili, c’erano i grandi nomi in gara, erano gli anni top di Daniele Pontoni, un mito per chi voleva fare il crossista allora. Come andò la mia gara? In un saltino, sul terreno accidentato, mi… volò via la ruota anteriore».

Torniamo al concetto di arte: «Sì, perché correre nel fango, sull’erba, su e giù dai dossi, dalle scalinate, in equilibrio su ruote strette… bé è un po’ come fare il circo. E io e mia moglie Betty abbiamo cominciato a praticare il ciclocross da piccoli e siamo cresciuti giorno dopo giorno. Il primo Fontana doveva imparare tutto: non sono nato fuoriclasse, ho migliorato anno dopo anno. E ora, che riesco a competere con i migliori specialisti del mondo, si continua a lavorare, per migliorare ancora».

Solo con tanta passione, ci si butta nella mischia nel freddo invernale della Pianura Padana, si mangiano nebbia e fango, per divertirsi e divertire: «Certo, ma fare ciclocross è anche un bel modo per allenarsi e formare il proprio fisico: la multidisciplinarietà è fondamentale per migliorare dal punto di vista atletico e tecnico. Fa bene anche a chi corre d’estate, su strada o in mtb».

Biker o crossista? Meglio la robusta mountainbike o la snella specialissima da cross? Per anni, Marco Aurelio Fontana si è interrogato sul suo futuro ciclistico, ma ha sempre cercato di far convivere la sua doppia anima. Anche a costo di qualche sacrificio, poiché il suo team, la Cannondale, lo preferirebbe più concentrato sulla mountainbike. Ora, però, con il Mondiale negli States, il brand americano potrà contare sul suo testimonial anche nel ciclocross, in un paese, in cui questa specialità è un vero “cult”: «In America, il ciclocross è “stiloso”. Da noi in Europa è tutta tradizione, là è una moda, è una filosofia di vita e conquista fans e praticanti sempre di più. Mi piace come si vive il ciclocross in America, somiglia al mio modo di pensare».

Il podio del Campionato italiano 2013: Fontana tricolore, Franzoi a sinistra, Tabacchi a destra

Il podio del Campionato italiano 2013: Fontana tricolore, Franzoi a sinistra, Tabacchi a destra

Il ciclismo secondo Marco Aurelio Fontana, detto “Fonzie”, ragazzo semplice che fa miracoli giocando con la bicicletta: «Non può essere solo competizione. Oggi il ciclismo, su strada e non, deve essere uno stile. Non appaga la sola prestazione, questo sport deve diventare uno stile di vita, una filosofia. Andare in bici è figo, è bello avere stile. Un po’ come Cycle!…Nella mia carriera ho imparato a vivere il ciclismo in un certo modo: anche andare a correre col furgone, condividere giornate con amici, fidanzate e compagni di squadra, mi ha aiutato a vivere tutto senza quell’esasperazione che ti fa perdere, negli anni, l’amore per ciò che fai. E io amo ancora il ciclocross, per fortuna».

 

Il trofeo mamma e papà Guerciotti è la “classica” milanese del Ciclocross: si disputerà domenica 27 gennaio, all’Idroscalo. Le gare inizieranno alle 10,30 con la prova Esordienti. Alle 14,30 è in programma la gara Elite e open, nella quale Marco Aurelio Fontana sfiderà gli altri specialisti italiani, tra i quali il più atteso è il veneto Enrico Franzoi.

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