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Di Lorenzo Franzetti – Foto di Guido P. Rubino

Gand, 15 gennaio 2013 – Se fossimo nel calcio, sarebbe il Barcellona: ma nel ciclismo è fiamminga. Sì, sarebbe belga, ma flemish nella sua essenza: ovvero, uno dei simboli dell’orgoglio di un popolo. La squadra è l’Omegapharma – Quickstep e la stella incontrastata è Tom Boonen: il suo carisma non si discute. Alle porte di Gand, al velodromo Eddy Merckx, è stata presentata ufficialmente la squadra 2013: un evento di routine altrove, una noiosa operazione di marketing in Italia, ma lì, nelle Fiandre, è un appuntamento che mette in fibrillazione la gente. Diretta tivù in prima serata e lunghe file all’ingresso del velodromo, per assistere all’evento. Capannelli di giornalisti si stringono attorno ai campioni e soprattutto a lui, alla stella suprema, Tom Boonen: idolo delle ragazzine, il Cristiano Ronaldo del pedale. E la popolarità del ragazzo di casa mette in secondo piano tutte le altre stelle della squadra: la grande novità, quest’anno, è Mark Cavendish. Il velocista più forte del mondo è approdato in questo top team con l’ambizione di continuare a vincere tanto.

C’è gente emozionata a bordo pista: sì, perché la squadra numero uno del ciclismo fiammingo si è presentata al grande pubblico con una kermesse su pista davvero spettacolare. Una magia, in un gioiello del ciclismo: un centro del ciclismo che porta il nome di Eddy Merckx, che qui è talmente grande da avere uno stadio (della bicicletta) intitolato a suo nome, sebbene sia ancora vita.

Alle porte di Gand si concludevano gli antichi Giri delle Fiandre e in questo velodromo, per anni, si sono concluse molte edizioni della Ronde: oggi, al posto dell’anello all’aperto è sorto un centro all’avanguardia per la formazione dei ciclisti. Con tanto di strutture per il fuoristrada e una pista da bmx. E, a poco distanza, c’è anche un altro velodromo, quello che viene utilizzato per la celebre Sei giorni.

Tom Boonen, la stella, sa come esaltare la sua gente: “Ho già la testa là, alle mie corse”. E le sue corse sono le classiche del pavé: dove incontrerà il suo avversario più ostico, il più temibile e devastante, per dar vita a uno dei tanti dualismi che animano il ciclismo. Boonen aspetta lui, Fabian Cancellara: “So che quest’anno sarà ancora più agguerrito. Dopo la caduta dello scorso anno, tornerà al Giro delle Fiandre più forte di prima. Sarà una grande battaglia”.

Accanto al belga, c’è Mark Cavendish: “Ok, le Fiandre sono il tuo terreno, ma la Sanremo è per me”. E sorridono entrambi, scherzando su una rivalità interna che non sembra poter nascere. Guai, tuttavia, sfidare Boonen sul terreno della popolarità: soprattutto a Gand, nel cuore pulsante del ciclismo fiammingo.

I due fuoriclasse sono assediati dai giornalisti, mentre altre stelle sono più tranquille: da Tony Martin, il tedesco campione del mondo a cronometro, a Sylvain Chavanel, il francese con più classe, da Zdenek Stybar, fuoriclasse del Ciclocross passato alla strada, a Iljio Keisse, il re della pista, che in questo velodromo è cresciuto.

Gli italiani? Si chiamano Gianluca Brambilla e Matteo Trentin, due giovani di talento, uno disegnato per le corse a tappe, l’altro con il fisico da faticatore proprio per la stella Boonen: e sono approdati in questo team, all’università del ciclismo.

Hanno giocato in pista, Cavendish sembrava un dio, Keisse il padrone, Boonen più di tutti: a bordo pista, solo per lui, tutto esaurito, duemila persone paganti: costo del biglietto per la serata, dai 70 ai 100 euro.

Mentre fuori nevica, la pista è una piccola fantasia in confronto al giorno dei giorni: le Fiandre intere hanno già in testa la Ronde e l’interesse nazionalpopolare che suscita questo evento è embletico: nei pub della regione le televisioni sono sintonizzate sulla diretta tivù dal velodromo, si beve birra e si fanno già pronostici per quel che, sui muri e sul pavé, andrà in scena il giorno di Pasqua.

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