parlamento europeoOrgoglio ciclista. Sì, è orgoglio a pedali, quello che ha fatto esultare la rete web e i blogger di mezza Europa: c’è una community che cresce, anzi che vorrebbe crescere e si conquista piccoli traguardo e, qualche volta, anche grandi imprese. Tipico di chi pedala, ovvero per gente che non teme il Mortirolo, che vuoi che sia il Parlamento europeo.

Perché esultano, i ciclorgogliosi? La notizia è questa: la rete di ciclovie EuroVelo è entrata a far parte delle infrastrutture TEN T(la rete Trans-European Network-Transport) per i ciclisti europei si tratta di una giornata storica. Per la prima volta nella storia del Parlamento europeo, i componenti della Commissione europarlamentare Trasporti e Turismo si sono espressi ufficialmente a favore dell’inclusione della ciclabilità e della rete di percorsi ciclabili di lunga percorrenza EuroVelo nella rete TEN T: che, in concreto, significa poter contare su finanziamenti di miliardi di euro per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture ciclabili.  
La decisione della Commissione europea è giunto al termine di una lunga campagna promossa dall’Ecf (la federazione europea dei ciclisti) che in Italia è rappresentata dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta).

Proprio il presidente della Fiab, Antonio Dalla Venezia, ha espresso tutta la sua soddisfazione: «Si tratta di un risultato grandioso, storico, inaspettato fino solo a qualche giorno fa, quando tutti davano per scontata la bocciatura di EuroVelo, il cui progetto di rete transnazionale di percorsi ciclabili, pur apprezzato in linea di massima, non era considerato un progetto strategico e di qualità con valenza trasportistica». Alla Fiab bisogna riconoscere il merito di aver saputo convincere gli europarlamentari italiani che, alla fine, sono risultati “decisivi” in fase di votazione.

In Europa, dunque, il primo grande passo è stato fatto: ora, occorre lavorare a livello nazionale e regionale, affinché vengano concretizzati i progetti sul territorio: sono 100 milioni i cittadini europei che utilizzano la bici regolarmente. E ora c’è da lavorare tanto anche sull’orgoglio ciclista: affinché non diventi un partito “bollato” dalla politica, ma si evolva in una community vera, aperta, capace di confrontarsi serenamente anche con chi la pensa diversamente. Perché ciclisti non si nasce, si diventa: sia che tu sia di destra o di sinistra, uomo o donna, giovane o maturo, e persino automobilista.

http://www.ecf.com/press_release/our-voice-was-heard-2/

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