Di Paolo Menaspà

L’Australia viene spesso identificata con l’espressione down-under e, a tutti gli effetti, nel mappamondo gli australiani vivono a testa in giu’. Tuttavia, una volta atterrati qui, al contrario di quanto ci potrebbe aspettare, non si avverte la sensazione di sangue alla testa. La cosa che invece si avverte molto bene e’ che qui si vive contromano. Puo’ sembrare esagerato, ma del guidare a sinistra la questione automobilistica e’ solo una piccola parte. Infatti, quando si e’ al volante e’ praticamente impossibile dimenticarsene, tutto e’ li’ a ricordartelo: volante, cambio, frecce… I problemi veri nascono quando si cammina per strada e naturalmente quando si pedala. In bici e a piedi e’ facilissimo dimenticarsi che si deve tenere la sinistra e la “sfida” e’ continua, quasi si fosse in un videogioco. Peccato che la posta in gioco, il game over, sia cosa seria, molto seria!

Dove non si rischia la vita, ma bisogna ricordarsi che qui si vive a sinistra e’ in ufficio! Senza entrare nei dettagli, di seguito un paio di esempi. Un grande classico e’ la svolta in un angolo di un corridoio; noi italiani se giriamo a destra lo facciamo andando “stretti”, mentre giriamo “larghi” se svoltiamo a sinistra (in pratica, camminiamo a destra). Gli australiani fanno esattamente l’opposto. Sembra poco interessante o poco rilevante… ma garantisco che un frontale in corridoio quando si ha una tazza di the’ o caffe’ in mano non e’ proprio piacevole. Un altro classico del contromano in ufficio riguarda un gesto di cortesia. Se mi trovo in un corridoio stretto, incrociando qualcuno, mi viene naturale spostarmi a destra per lasciar passare, per essere gentile, andando in realta’ ad occupare “di prepotenza” la corsia sinistra della persona che veniva nel senso opposto!

Qui ad Adelaide, la bici e’ il mio principale mezzo di trasporto. Pedalare verso il velodromo e poi la sera verso casa, fa parte della mia routine. La cosa bella, e’ che tra i colleghi sono numerosissimi i pendolari a pedali. E ,volendo fare una statistica, la bici non prevale tra gli ex-atleti o in nessuna altra possibile categoria. A pedalare sono in egual misura mecacnici e manager, uomini e donne, giovani e meno giovani…

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