OLYMPUS DIGITAL CAMERASergio Canegrati, Paolo Civolari, Maria Cristina Negro sono fans di cycle! e, alla moda di cycle! hanno viaggiato a pedali nella Terra del Fuoco e in Patagonia. Ecco un estratto del loro ciclodiario.

«… un giorno Cristina dice: “voglio andare in Patagonia e Terra del Fuoco in
bicicletta!!!”… ed io (Paolo) e Sergio ci aggreghiamo entusiasti!… sono sempre
le donne che decidono. Nasce così questo viaggio: 1.066 Km da El Calafate a
Ushuaia, tra Argentina e Cile, in una natura alle volte monotona nella sua
infinita estensione, ma affascinante proprio per la sua vastità.
Ma innanzi a tutto, bisogna mettere in conto che, insieme a voi (se farete un
viaggio di questo tipo) ci sarà sempre la presenza di un compagno di viaggio
speciale e non sempre gradito: Lui, il Vento, che qui può condizionare anche gli
spostamenti e la vita di quelle poche persone che vi abitano… figuriamoci
quella dei ciclisti! Quasi mai a favore (se si, sembra di essere in motorino!),
molto più frequentemente contrario o laterale. Noi lo abbiamo avuto per quasi
tutto il viaggio da Nord-ovest, proveniente dalle Ande, che si stagliavano là, in
fondo, fredde e affascinanti. Oppure, come quella volta su uno sterrato di 50
Km, dove rabbioso (abbiamo saputo poi arrivare a più di 100 orari) ci ha
costretto a spingere faticosamente e a percorrere il tratto in quasi 10 ore!
Più volte però siamo stati riappagati dalla soddisfazione di arrivare e incontrare
gente disponibile, calorosa, generosa e riprendere poi le forze con dell’ottima
carne alla brace (cordero patagonico) e più vicini alla costa con degli ottimi
piatti di granchio reale (centolla alla fueguina). Lungo la strada abbiamo
incontrato, sfuggenti, guanachi e diffusi greggi di pecore che, purtroppo, ne
impoveriscono il suolo. Nelle zone protette e nella riserve abbiamo incontrato
anche il pinguino di Magellano, i leoni marini e il cormorano.
Entrando nella Terra del Fuoco il paesaggio cambia e si fa più vario, a tratti con
più ricca vegetazione e con montagne non impossibili che, scavalcate, guarda
un po’ dal “Paso Garibaldi”, ti portano alla città più a Sud del mondo: Ushuaia,
disordinata, metereologicamente imprevedibile e comunque “porta” verso il
continente Antartico.»
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