di Gino Cervi

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Ieri al Politecnico di Milano-Bovisa ho conosciuto Federico Villa. In Bovisa ieri Alex Zanardi, Fabrizio Macchi e Vittorio Podestà, che hanno collaborato col dipartimento di meccanica del Polimi e testato le loro macchine nella galleria del vento, incontravano gli studenti del corso di ingegneria.

Io ho incontrato, anche se solo per pochi minuti, Federico “Kikko” Villa. Kikko ha ventisei anni, vive a Carate Brianza e da dieci anni circa è affetto da Atassia di Friedreich, una malattia genetica neurodegenerativa che colpisce il coordinamento psicomotorio, l’emissione della voce e l’articolazione della parola, l’udito, la vista, la muscolatura e che può causare danni cardiologici e ingenerare diabete.

Kikko è anche però un corridore di handbike: ha partecipato a numerose competizioni internazionali e l’anno scorso solo un infortunio muscolare lo ha fermato nel suo obiettivo di ottenere la qualificazione per le Paralympics di Londra. Quando prima dell’estate ha capito che non avrebbe potuto rimettersi in tempo, non si è perso d’animo e ha spostato solo un po’ più in là il traguardo: la New York Marathon. Per testimoniare giorno per giorno questa nuova sfida ha aperto un video blog (preparingnewyork.wordpress.com) e con l’aiuto del videomaker Gianmaria Spavento ha realizzato un documentario I’m In To Finish che sarà pronto a gennaio. Poi sapete com’è andata: Kikko è stato questa volta fermato non dai muscoli ma dall’uragano. Ecco cosa mi ha scritto stamattina:

“E’ vero, la maratona di New York non si è fatta, è stata annullata, ma questo è un documentario, non un film inventato o romanzato, è la realta, di fronte alla quale non possiamo farci nulla. Sono stati buttati via mesi e mesi di preparazione, soldi, tempo… e sogni.

Ma così d’altronde gira la vita. In un colpo tutto può essere spazzato via. Però possiamo scegliere come andare avanti…

Domenica 4 novembre 2012 eravamo in bici per le strade di Manhattan. Ci aveva provato prima Sandy, poi il sindaco di NY ad abbattere il nostro morale, a cancellare tutto, e ci erano riusciti! Ma c’è un tempo per piangere e un tempo per reagire, per andare avanti, e grazie agli amici che avevo intorno, sono andato avanti, e così anche I’M IN TO FINISH.

Ed è andata!! Non volevo cambiare i fatti, ma anzi, mi è stato dato modo di incidere sul significato che non si deve mollare… La mia malattia degenerativa, Sandy e la maratona annullata sono ostacoli di percorso, ok miei, ma ognuno ha le proprie realtà, e ognuno nel suo piccolo, si trova davanti a degli ostacoli e deve decidere cosa fare. “Aggiro e passo oltre, o mi fermo?”.

Una verità assoluta non esiste. Io racconto solo la mia… e lo faccio con la bici, con lo SPORT.

Riuscire a trasmettere questa cosa anche ai “normodotati”: è questo il nostro progetto, e ancora la nostra avventura.”

Se volete sapere di più sulle avventure di Federico Kikko Villa, seguitelo su preparingnewyork.wordpress.com.

Noi di cycle! lo seguiremo (e speriamo di stargli dietro…).

 

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