Un ragazzo umile, diventato uomo facendo il corridore. Ed è anche marito, papà, ingegnere, cronoman e, da oggi, persino scrittore: Marco Pinotti non è un fuoriclasse del pedale, non sarà ricordato dagli annali per le imprese più esaltanti. Ha assaporato vittorie importanti sì, ma all’ingegner Pinotti che non è Eddy Merckx  spetta di diritto il titolo di “campione”. Campione, sì, nel vero senso della parola: ovvero un esempio da imitare. Pinotti è il campione della normalità, delle vittorie conquistate con tanto lavoro e un impegno straordinario, è il campione della generosità, fatta di borracce portate ai compagni, di consigli ai più giovani, di fatiche per i capitani, di orgoglio per la maglia azzurra, di tenacia per risorgere dai momenti difficili e dagli infortuni.

Corridore professionista dal 1999, ha girato il mondo e si è arricchito umanamente di grandi esperienze di vita, accanto a grandi stelle del pedale o a compagni di squadra con la loro storia da raccontare: “Dietro a ogni corridore c’è sempre una storia, a suo modo interessante, che non trova spazio nei titoli di testa e spesso rimane sconosciuta”, scrive egli stesso nel suo primo libro. E, in qualche modo, nella sua semplicità e con il pragmatismo tipico di un bergamasco, impartisce la prima lezione a chi scrive per mestiere: in un ciclismo, quello attuale, che non affascina più come quello di un tempo, non si raccontano più le piccole e grandi storie dei protagonisti, ma si finisce per scimmiottare la tivù o, per essere alternativi, si arriva a trasformare questo sport in un’equazione matematica. Risultato? Emozioni azzerate.

Già, Pinotti, il campione della normalità, ha scritto un libro: s’intitola “Il mestiere del ciclista” e con la semplicità quasi infantile racconta i dietro le quinte di una vita, quella del corridore nel ventunesimo secolo, come farebbe un viaggiatore di ritorno a casa, tra gli amici. Non ha la presunzione di fare il Gianni Brera, Pinotti, ma l’umiltà che gli ha consentito di scrivere un libro che, proprio per essere senza presunzione, merita di essere letto da tutti. Da chi giudica in modo troppo superficiale i corridori di oggi, a chi, invece, è convinto di conoscerli fin troppo bene.

Marco Pinotti ha scelto d’iniziare un libro con una citazione di Mohammed Ali: “Il combattimento si vince o si perde dai riflettori – dietro le linee, in palestra, là fuori sulla strada, molto prima che io inizi a ballare sotto quelle luci”. Il resto è tutto da scoprire.

 

Marco Pinotti

Il mestiere del ciclista. Una vita in bicicletta, curiosità e consigli

Ediciclo editore

240 pagine

Ediciclo editore

Una risposta

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    Cesare di Pino Torinese

    FINALMENTE!!!!!! Per un eterno innamorato del ciclismo, una lettura “diversa” di questo magnifico sport che solo i Marchi Pinotti salveranno dai troppi tentativi, soprattutto dei protagonisti, di distruggere.
    BRAVO MARCO !!!!!!
    Per sempre tuo tifoso.
    Cesare

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