di Guido P. Rubino (foto gpr)

Le rughe tradiscono un po’ l’età, ma i lineamenti e il portamento dicono che qualche anno fa dev’essere stata anche uno schianto. Magari da far impallidire la Barbara Pedrotti sul palco a far da speaker. Ora spinge tra gli stand una bici un po’ arrugginita e con i parafanghi traballanti.
«Mi può aiutare che ho bucato?»
L’interlocutore la guarda, oggi si fa assistenza a bici di altro tipo, ma una camera d’aria salta fuori. Più o meno è quella giusta e la signora può tornare a godersi Roma.
Curioso, no? Oggi Roma va al contrario: le strade sono deserte e invece dei clacson si sente lo sferragliare delle bici sui sampietrini. Si respira pure.

È l’effetto domenica ecologica, ma soprattutto della Granfondo Campagnolo Roma, una prima edizione che odora già di evento. E se l’impresa, la più banale, sembra aver messo 5.500 biciclette in giro per la Città Eterna, quella ancora più importante è essere riusciti a fermare una città, che non si è neppure lamentata ma, spesso, ha ringraziato.

Senza le auto Roma ha assunto un altro volto, addirittura i mezzi pubblici sono diventati puntuali ed efficienti. Pensate che lo sfizio di una pedalata se l’è tolto pure il sindaco Alemanno, in giro lì per i primi chilometri affianco ad Alex Zanardi, Fabizio Macchi, Paolo Bettini, Miguel Indurain…

Poi via verso i Castelli Romani. Le gambe gagliarde a far 150 chilometri, gli altri 95, che pure non sono una passeggiata su quei saliscendi. E gli altri curiosi a guardare gli stand di bici.
– Ci sono le biciclette?
– Sì, signora, guardi quante, oggi Roma è invasa
– Bello…

Sono venuti da 20 Paesi per pedalare a Roma, ma soprattutto sono venuti dal centro e dal sud Italia, come mai capiterà in una granfondo del nord. Chi ha detto che al sud non si pedala, i dialetti che abbiamo sentito ci sono stati confermati dai numeri ufficiali. Un movimento da seguire e coccolare che ne vale la pena.

Tantissimi ciclisti, tutti in maglia d’ordinanza così come da regolamento e via a pedalare come si può. Sì, perché tolti i primi, privilegiati da strade chiuse al traffico (con qualche bivio da trattenere il fiato), cambio ruote e cambio bici da farli sentire professionisti, gli altri si sono goduti la bella giornata risparmiata pure dal pallone che tanto aveva giocato l’Italia il giorno prima. E così tutti in giro a far su e giù e a fermarsi a rifiatare proprio sotto il traguardo a dispetto a chi doveva arrivare. Giustificati solo da Barbara Pedrotti che si è seduta, in minigonna, proprio sul podio. Applausi.

Un successo (e un record) come primo evento, tanto che sul sito ufficiale della granfondo sono già pronte le iscrizioni per il prossimo anno. Lesta Campagnolo a cogliere al volo, non capita tutti i giorni di pedalare così per Roma e la valenza diventa anche turistica. Bravi anche gli organizzatori ad arrivare ai piani alti che hanno fatto inchinare, al percorso, persino l’Atac, il trasporto locale.

La signora risale in bici e pedala via, impettita e capelli al vento. Stavolta ha ragione lei. Agli altri, quasi quasi, vien voglia di pedalare.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.