Molti cicloturisti conoscono la Lunga via della Dolomiti, splendido tracciato ciclabile e fondistico realizzato sul sedime della ex-ferrovia Calalzo-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco. Bella, ma con un problema. Per risalire la valle del Piave, fino a Calalzo, non c’erano alternative alla trafficata ex-statale 51 “d’Alemagna”. Dal 2014 non più, almeno stando alle promesse dell’assessore regionale veneto Renato Chisso. É stata infatti sottoscritta una convenzione per la realizzazione di un primo importante tronco di pista ciclabile utilizzando il dismesso sedime dell’originaria strada statale, in destra Piave: l’antica e storica Strada Cavalera. L’itinerario protetto avrà una lunghezza di 16,6 km e un costo di 2,4 milioni di euro. Costo notevole, ma che contempla la realizzazione di tre ponti sul fiume, con struttura in acciaio. Unita alla già realizzata pista Soverzene-Poiatte di Farra d’Alpago renderà ciclabile la valle del Piave per gran parte del suo sviluppo.

Una risposta

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    Barbara

    Ciao a tutti e complimenti per la nuova iniziativa editoriale!
    Non vedo l’ora venga realizzato questo nuovo tronco di pista ciclabile! Una precisazione: la “già realizzata pista Soverzene-Poiatte di Farra d’Alpago” è realizzata forse sulla carta, ma non nella realtà. In particolare il tratto tra Soverzene e Soccher è caratterizzato da un pezzo di vero e proprio sentiero nonchè da una gradinata in cemento presso gli impianti dell’Enel (ok per le MTB, meno per i cicloturisti). Poi strade secondarie, più o meno asfaltate permettono invece a tutti di arrivare al Lago di Santa Croce, quasi sempre fuori dal traffico. Manca inoltre del tutto la segnaletica. Un grande potenziale, che spero venga adeguatamente valorizzato in un prossimo futuro! Un saluto.

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