Il passaggio dei corridori durante il primo Tour de France

Di Albano Marcarini

Alcuni amici, leggendo il precedente articolo “Vita da chiodi”, vorrebbero maggiori ragguagli sulla prima salita in assoluto del Tour de France. Li accontento subito aggiungendo che sarà nelle intenzioni dei prossimi numeri di Cycle! magazine illustrare con belle immagini le più famose salite delle grandi corse ciclistiche.

La salita al Col de la République, o Col du Grand Bois, fu affrontata durante il primo Tour, nel 1903, e fu la prima oltre i 1000 metri di quota. Si consideri che allora non esistevano cambi di velocità e non era neppure possibile cambiare “macchina” per adottare rapporti più agili. Il peso medio di una bicicletta, in quei tempi, era di 20 chilogrammi. Solo nel 1905, affrontando per la prima volta il celebre Ballon d’Alsace, Henri Desgrange permise di poter sostituire la bicicletta ai piedi della salita. Per inciso, il patron del Tour fu sempre un acerrimo nemico del cambio di velocità tanto da ritenerlo adatto solo agli invalidi e alle donne.

Il colle si trova a sud di Saint-Étienne, lungo la Route Bleu, un itinerario turistico, alternativo e parallelo alla ‘eternelle’ Route Nationale 7, il grande asse stradale che unisce Parigi alla Costa Azzurra, cantato da Charles Trenet e location di parecchi film fra cui À bout de souffle di Jean-Luc Goddard. Si trova a 1.161 metri e separa le acque che scendono verso l’Atlantico (bacino della Loira) da quelle che scendono verso il Mediterraneo (bacino del Rodano). Ha dunque un’importanza notevole sia nella geografia, sia nella storia del ciclismo.

Sul culmine è stato eretto un monumento a Paul de Vivie, conosciuto come Vélocio, personaggio simbolo del cicloturismo in Francia, geniale inventore che apportò migliorie alla bicicletta e direttore della rivista Le cycliste, una delle più longeve nella storia dell’editoria transalpina.

Il pannello che ricorda l’evento del primo passaggio del Tour

Nella seconda tappa del primo Tour, nel 1903, fu Hippolyte Aucouturier a transitare per primo sulla sommità, lanciato verso il lontanissimo traguardo di Marsiglia: la tappa fu di “soli” 374 chilometri. L’anno successivo la gara fu offuscata dal proditorio assalto ai ciclisti da parte dei tifosi del corridore di casa, Antoine Faure, ritenuto vittima di torti da parte della giuria. Per questa ragione il Tour eviterà di transitare nel dipartimento della Loira, dove si trova il Col de la République, per numerosi anni. Solo nel 1950 la corsa si riaffaccerà su questa salita, classificata a volte come di seconda, a volte come di terza categoria nella scala delle difficoltà. In quell’anno fu il grande Raphaël Geminiani a transitare per primo sotto lo striscione del Gran premio della montagna. Negli anni successivi seguirono campioni, come Stan Ockers, Federico Bahamontès, Ferdinand Bracke, Cyrille Guimard, Richard Virenque. Insomma, una salita ben onorata.

Il versante nord, di 12 chilometri è leggermente meno acclive di quello sud (17 km): 3,8% in media, contro 5,2; e punte massime del 6,3% sul versante nord e del 7,9% su quello sud.

Una curiosità: il colle non è intitolato alla repubblica, in quanto istituzione democratica, bensì in memoria di una setta di fanatici religiosi che, in queste boscose montagne, aveva tentato, nel 1794, di fondare uno Stato proprio, denominato République de Jésus-Christ.

Il Col du Grand Bois (de la République) in una cartolina d’epoca

2 Responses

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    Albano Marcarini

    Aggiunta e ammenda dell’autore
    Secondo gli storici più accreditati (Friebe,Goding, Salite in bicicletta, Rizzoli) il Col de la République non sarebbe la prima salita in assoluto del Tour. Sarebbe invece il Col du Pin-Bouchain (759 m), nei pressi di Roanne, nei monti del Lionese, affrontato il giorno precedente, durante la prima tappa del Tour del 1903. Il colle è oggi toccato dalla Route Nationale 7. In ogni caso quello della République rimane la prima salita oltre i 1000 metri. Nel mio caso personale, senza scomodare il Tour, la prima salita fu il Ponte della Ghisolfa, a Milano: pendenza 4%, 168 m.

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    Peter Lumley

    The English know the Col de Republique and the Velocio ride: Jock Wadley, the 1950s editor of Bicycle Magazine / Coureur – Sporting Cyclist and author describes his ride in the book that is a Classic. Ron Kitching, UK business ally with Andre Bertin, of Arras, rode Velocio the same year that he sold his famed import/marketing business of Harrogate England to Bluemels. Well over 1.4million £s !! As editor of Bicycle Times magazine then I went to St Etienne to ride that long, long hill. A pure Velocio memory

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