Le piste ciclabili o meglio le reti ciclabili rappresentano un’opportunità molto interessante per lo sviluppo dell’occupazione del presente e del futuro.  In Francia lo hanno capito da tempo e ci credono: secondo quanto afferma l’agenzia Adnkronos si ritiene che il mercato rappresenti un fatturato di 1,9 miliardi di euro e generi ben 16.500 posti di lavoro.
Uno studio della “Atout France” che è di fatto un’agenzia che si occupa dello sviluppo turistico transalpino, sostiene che i cicloturisti, spendano mediamente dai 61 euro ai 75 euro al giorno, contro i 54 euro dei turisti senza bici.

Di fatto, il cicloturismo consente di prolungare la stagione turistica che, per le mete estive, si esaurirebbe in pochi mesi. I turisti stranieri, che spesso sono del livello di quelli in possesso di un forte potere d’acquisto, approfittano delle infrastrutture ciclabili per scoprire la Francia, che possiede circa 7.000 chilometri di percorsi ciclo-pedonali e che entro il 2020 dovrebbe possederne 20.000 come previsto da un progetto nazionale che è stato aggiornato nel mese di maggio di due anni fa.
La crisi economica attuale, inoltre, può essere decisiva. Secondo quanto ripreso anche dalla rivista economica online www.tradingonlinefree.it, l’Adrc, l’associazione dei dipartimenti e delle regioni ciclabii legata alla realizzazione delle piste ciclabili, sostiene che la recessione  porta la gente a scegliere soluzioni low cost per gli spostamenti e anche per le vacanze. I francesi che scelgono la bici per i propri spostamenti quotidiani sono, oggi, circa 24 milioni e percorrono mediamente 85 km ognuno.

Per info: www.atout-france.fr

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